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AOU Policlinico S.Orsola - Malpighi di Bologna

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Direttore Generale

Davide Fornaciari
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  • 08/08/2019

    Al Sant’Orsola primo trapianto di polmone da donatore a cuore fermo

    Notizie dal Policlinico
    8 Agosto 2019
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    Trapianto record al Sant’Orsola: i chirurghi della Chirurgia toracica del Polo Cardio Toraco Vascolare, insieme ai colleghi del Maggiore e grazie alla collaborazione con le equipe di Cardiochirurgia, Anestesia e Rianimazione, Pneumologia ed al personale infermieristico del Policlinico, hanno condotto a termine con successo il primo trapianto di polmone da donatore a cuore fermo in Emilia-Romagna, il secondo in Italia realizzato su una paziente con ipertensione polmonare primitiva, patologia che provoca gravi scompensi cardiaci e una dilatazione delle arterie polmonari che rendono il trapianto molto complesso.

    “Questo intervento – ha spiegato il chirurgo toracico Giampiero Dolci – è stato reso possibile dalla grande esperienza che abbiamo maturato al Sant’Orsola sul tema dei trapianti, ma anche dal grande affiatamento e dall’abitudine a lavorare insieme tra equipe diverse, sia mediche sia infermieristiche, che qui al Polo Cardio Toraco Vascolare possiamo sperimentare ogni giorno”.

    Grazie all’organizzazione del Centro regionale trapianti, la donazione è avvenuta al Bufalini di Cesena. Arrivati i polmoni al Sant’Orsola è stato avviato in collaborazione con anestesisti e tecnici perfusionisti il ricondizionamento degli organi. L’intervento condotto dal dottor Giampiero Dolci e dal dottor Piergiorgio Solli e che ha visto impegnati i dottori Daddi e Antonacci e le dottoresse Giunta e Calabrese delle due equipe, è iniziato all’una di notte, si è protratto fino alle ore 10 del giorno seguente. Tutto questo è stato possibile grazie anche al contributo dei cardiochirurghi. 

    La paziente – una donna sotto i 50 anni in attesa di trapianto dal 2015 – è rimasta in circolazione extracorporea per 3 giorni, anche per permettere al cuore di adattarsi gradualmente ai nuovi polmoni. Oggi, dopo 40 giorni di degenza, è stata dimessa dall’ospedale e sta proseguendo la convalescenza e il pieno recupero con il supporto dei pneumologi e cardiologi del Policlinico di Sant’Orsola presso Tetto Amico, struttura di accoglienza per i trapiantati, all’interno dell’ospedale.

     

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  • 05/08/2019

    Sant'Orsola, cambiano gli orari del Pronto soccorso oculistico

    Notizie dal Policlinico
    5 Agosto 2019
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    Da oggi, lunedì 5 agosto, cambiano gli orari del Pronto soccorso oculistico del Sant’Orsola. L’ultima accettazione non sarà più alle 20 ma alle 19.30. Dopo questo orario chi ne ha necessità potrà rivolgersi al Pronto soccorso generale del Policlinico o di un altro ospedale.

     

    Per quel che concerne l’appropriatezza degli accessi, nei primi 7 mesi dell’anno in corso gli accessi sono stati 14.536: di questi oltre il 93,7% erano codici bianchi ovvero accessi che certamente potevano trovare risposta presso ambulatori del territorio così come buona parte dei codici verdi, pari al 5,9%. Solo lo 0,4% erano accessi in codice giallo che necessitavano davvero di un accesso in pronto soccorso.

     

    “I pazienti che devono presentarsi in Pronto soccorso oculistico – spiega il direttore sanitario Gianbattista Spagnoli – sono quelli che hanno subito traumi entro le 24 ore e contatto con agenti chimici  ustioni; che presentano corpi estranei all’interno dell’occhio; che registrano un calo improvviso della vista oppure un dolore molto violento accompagnato da cefalea e fenomeni vagali quali nausea e vomito o ancora una riduzione del campo visivo (visione di ‘tenda nera’) da meno di 3 giorni”.



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  • 29/07/2019

    Sant'Orsola, il 31 luglio aprono le nuove Camere mortuarie

    Notizie dal Policlinico
    29 Luglio 2019
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    Apriranno mercoledì 31 luglio le nuove Camere mortuarie del Policlinico di Sant’Orsola, presso il padiglione 18, con accesso dedicato da viale Ercolani (n. 4/3). Contestualmente sarà chiusa l'attuale sede presso il padiglione 3 (via Pizzardi n.7), dove finora avevano luogo le esequie.

     

    Il progetto ha previsto la realizzazione di cinque camere ardenti nonché il riassetto funzionale dei locali di supporto per il personale del servizio e delle Onoranze funebri e la realizzazione di un accesso dedicato da viale Ercolani, mantenendo il tracciato esistente ed allargando la sede stradale tramite l’utilizzo di terre rinforzate a destra ed a sinistra, evitando il disboscamento degli alberi limitrofi alla strada.

     

    La sezione stradale ha compreso due corsie di marcia per il flusso veicolare di larghezza pari a 6 m ed una zona dedicata a parcheggi a raso dal lato del padiglione del Polo Cardio-toraco-vascolare per una larghezza pari a 2,2 m; sullo stesso lato é stato realizzato anche il marciapiede protetto per il transito pedonale. 

     

    All’interno dell’area così realizzata sono stati creati 12 posti auto da utilizzare con permesso, 1 posto auto per parcheggio ad “alta rotazione - 15 min.” (per carico e scarico, fiorai, accompagnatori, ecc.) e 2 posti auto riservati a persone con disabilità.

     

    Ai familiari del defunto sarà infatti consegnato dall’Onoranza funebre prescelta un permesso gratuito di parcheggio per un posto auto, valido per la data e l’orario della funzione. Per tutti gli altri nelle zone limitrofe restano a disposizione parcheggi sia con strisce blu comunali, sia in parcheggi gestiti da società private (tra cui quelli in via Albertoni e in via Zaccherini Alvisi).

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  • 28/07/2019

    "L'alimentazione? Al Sant’Orsola lavoriamo perché sia un alleato strategico nella cura"

    Notizie dal Policlinico
    28 Luglio 2019
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    “Nella letteratura scientifica sta crescendo la consapevolezza dell'importanza della dieta nella cura dei pazienti affetti da tumore. Una recente statistica condotta su degenti in cura al Karolinska Institute mostra che una dieta appropriata subito dopo l'intervento accelera i tempi di guarigione e determina un risparmio nelle spese di gestione del paziente”.

     

    Lo racconta un servizio del numero in edicola di Panorama. Che spiega come il Policlinico di Sant’Orsola sia tra i tre ospedali più attenti a questi aspetti oggi in Italia. “Mentre gran parte degli ospedali compra menù già confezionati e uguali per tutti i pazienti – spiega Marco Storchi, direttore dei Servizi di supporto alla persona– noi abbiamo mantenuto le cucine sotto il nostro controllo e abbiamo lanciato il progetto ‘Crunch’ per unire cucina, ristorazione e nutrizione. Un team di dietisti e cuochi, coordinato da un nutrizionista esperto in collaborazione con la Dietetica Clinica e i medici delle diverse Unità Operative, provvede al miglioramento della dieta del paziente agendo sulla componente nutrizionale, sul gusto del piatto e sull’innovazione delle ricette”. 

     

    “Per i pazienti oncologici – racconta Storchi nel servizio di Panorama – abbiamo ridotto gli alimenti di origine animale a favore dei vegetali e dei legumi.  Abbiamo inoltre realizzato alcuni studi interni, per esempio uno riguardante i pazienti disfagici, cioè che hanno difficoltà a deglutire, tra i quali vi sono anche pazienti affetti da tumore. Questi pazienti, che hanno caratteristiche di particolare fragilità, sono costretti a nutrirsi di cibi frullati o morbidi e, a causa di ciò, spesso non riescono a mangiare le stesse quantità degli altri, motivo per il quale sono spesso a rischio malnutrizione. Noi non ci limitiamo a frullare il pasto, come fanno molti ospedali, ma abbiamo reingegnerizzato il processo produttivo per offrire contenuti nutrizionali e apporti calorici in linea con i Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana (LARN) anche a fronte di minori quantità. Alimentare i pazienti disfagici in modo corretto significa accelerare il loro processo di guarigione”.

    Per leggere tutto il servizio di Panorama clicca qui

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  • 10/07/2019

    Lotta ai tumori del sangue: il Sant'Orsola centro di riferimento regionale per le terapie avanzate CAR-T

    Notizie dal Policlinico
    10 Luglio 2019
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    Il nuovo Hub definirà un protocollo per l'individuazione e la presa in carico dei malati, mentre una Commissione di esperti valuterà la casistica e la qualità del percorso. Già a fine luglio il trattamento sul primo paziente 'a regime'. l'assessore "Premiata la qualità e la professionalità dell'Ematologia del Policlinico bolognese"

    Bologna - Cure innovative per chi è colpito da alcuni tumori del sangue. Il Policlinico Sant’Orsola-Malpighi - Unità Operativa Complessa di Ematologia diventa centro Hub per l’Emilia-Romagna nell’utilizzo delle terapie avanzate CAR-T di prossima commercializzazione. A deciderlo la Giunta regionale, che ha formalizzato la decisione con uno specifico atto.

    Si tratta di cure ad altissima complessità, che vengono utilizzate per la lotta contro tumori del sangue (linfoma degli adulti a grandi cellule B e leucemia linfoblastica acuta dei bambini e dei giovani adulti) in pazienti che abbiano risposto negativamente ai trattamenti chemioterapici o, addirittura, ai trapianti. In particolare, le terapie CAR-T, acronimo di Chimeric antigen receptor T-cell, sono terapie geniche immunocellulari che consistono in un’unica somministrazione dei linfociti T (le cellule del sistema immunitario) del paziente stesso per combattere cellule tumorali. I linfociti T vengono prelevati ai pazienti tramite l’aferesi, modificati in laboratorio per renderli in grado di “riconoscere” le cellule neoplastiche e poi reinfusi nel paziente con l’obiettivo di colpire selettivamente il tumore.

    “Si tratta di cure all’avanguardia, che possono dare una speranza in più ai pazienti oncologici- afferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. Cure che, per la complessità che richiedono, devono essere organizzate da centri selezionati e di altissima competenza. L’Emilia-Romagna è pronta, e mette a disposizione l’esperienza, la qualità e la professionalità del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi per eseguire queste immunoterapie cellulari, che possono dare risposte di lunga durata, in alcuni casi anche la guarigione, in pazienti nei quali la malattia non è più curabile con le terapie convenzionali”.

    L’utilizzo di questa tecnica è avvenuto per la prima volta a fine dello scorso anno proprio al Policlinico bolognese, uno dei primi centri italiani che sono stati selezionati per condurre il primo studio clinico sperimentale di questo tipo contro il mieloma multiplo. Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, ha approvato i criteri per l’individuazione dei centri ospedalieri idonei alla somministrazione di queste terapie, non più in modalità sperimentale ma ordinaria. Tali criteri sono stati adottati dalla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, con l’individuazione - come ultimo passaggio - dei centri da parte delle singole Regioni. Per l’Emilia-Romagna sarà dunque l’Ematologia del Sant’Orsola-Malpighi il centro di riferimento regionale; qui, già a fine luglio, è previsto l’avvio del trattamento sul primo paziente. Per il 2019 si stimano circa 10 trattamenti, subordinati al rilascio dell’autorizzazione da parte di Aifa. In base all’evoluzione delle cure e della numerosità dei pazienti da trattare, la Giunta regionale valuterà successivamente l’eventuale individuazione di altri centri regionali abilitati all’utilizzo delle terapie CAR-T.

    Con la delibera viene assegnato al centro Hub l’obiettivo di definire un protocollo di selezione e presa in carico dei pazienti candidati alle terapie avanzate, che dovrà essere validato dalla Direzione generale Cura della persona, salute e welfare della Regione. È prevista inoltre l’istituzione di un’apposita Commissione di esperti, con il compito di valutare la casistica e la qualità del percorso delle procedure CAR-T eseguite, anche per l’assunzione di eventuali provvedimenti aggiuntivi.

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Presentazione
Studi e Ricerche
Buona Sanità

L'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna Policlinico S. Orsola-Malpighi è un ospedale molto antico (il primo nucleo risale al 1592) ed è sede della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Si colloca nel cuore della città di Bologna con un'estensione di circa 1,8 Km e un'organizzazione logistica che si struttura in 27 Padiglioni ospitanti le Unità Operative del Policlinico.

Si stimano circa 20.000 presenze al giorno di frequentatori (personale dipendente, studenti e docenti universitari, pazienti, visitatori e fornitori).
Il Policlinico è centro di riferimento nazionale ed internazionale per diverse patologie; ogni anno sono organizzati, nelle sue sedi interne, eventi didattico-formativi ai quali partecipano professionisti di fama nazionale e internazionale.

Attualmente è organizzato in 7 Dipartimenti ad attività integrata, una tipologia di organizzazione che consente di assicurare l'esercizio integrato delle attività assistenziali, didattiche e di ricerca, cui afferiscono 87 Unità Operative. E' dotato di 1362 posti letto con un organico di 5666 dipendenti, compresi i ricercatori e i medici universitari; vi si effettuano circa 72.000 ricoveri all'anno e 4.000.000 di prestazioni specialistiche per esterni.

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