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Anticorruzione e trasparenza: il punto sugli ultimi provvedimenti del 2015

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L’integrità del sistema sanitario è uno degli elementi essenziali per continuare a garantire ai cittadini il diritto alla salute così come riconosciuto anche dalla nostra Costituzione. L’attenzione rivolta negli ultimi anni alla trasparenza e alla prevenzione di ogni forma di illegalità in ambito sanitario e in tutta la Pubblica amministrazione è un fattore positivo, soprattutto per continuare a sostenere tutti coloro che si adoperano per offrire ai cittadini servizi e prestazioni che, ancora recentemente, sono riconosciuti tra i migliori a livello internazionale.

Se da un lato si è giunti ad una ormai piena consapevolezza delle aree maggiormente a rischio, esiste una grande lavoro da affrontare su come raggiungere l’obiettivo di poter investire tutte le risorse disponibili per la cura del benessere delle persone e non per fare gli interessi di pochi. Accanto alle Aziende sanitarie, un ruolo importante lo possono e lo debbono avere le associazioni, le associazioni scientifiche, di volontariato, di categoria, i sindacati, gli ordini e i collegi professionali, le università. Obiettivo comune deve essere quello di lavorare insieme per sostenere il cambiamento culturale e organizzativo necessario a prevenire tutte le forme di opacità, illegalità, corruzione e possibilità di infiltrazione criminale. Gli strumenti adottati sono la promozione di iniziative formative, di monitoraggio, di valutazione e di ricerca affinché la prevenzione della corruzione non si limiti ad una mera applicazione della normativa vigente.

Dopo l’iniziativa che FIASO ha realizzato nel mese di giugno 2015 su questi temi, due importanti documenti sono stati pubblicati.

Il primo, pubblicato a fine ottobre, è stato l’aggiornamento del Piano Nazionale Anticorruzione da parte di Anac che ha visto una importante collaborazione con Agenas che ha dato frutto anche di uno specifico approfondimento sul tema della sanità.

Gli spunti di riflessione sono molti e investono in primo piano le aziende sanitarie e la disponibilità da parte di queste a far si che questa “onda” dell’anticorruzione non si trasformi nel solito movimento che nulla cambia poi nella realtà concreta delle cose. In estrema sintesi i punti ripresi dall’Anac che meritano una attenzione particolare riguardano:

  • l’isolamento in molte pubbliche amministrazioni del Responsabile per la prevenzione della corruzione nella formazione del Piano triennale e il sostanziale disinteresse degli organi di indirizzo, quali le direzioni strategiche aziendali;
  • la necessità di dotare il Responsabile di una struttura organizzativa di supporto adeguata al compito da svolgere, che potrebbe anche essere realizzata in modo congiunto fra più aziende sanitarie;
  • il fatto che nei Piani per la Prevenzione della corruzione pubblicati il gennaio scorso si è vista una scarsa attenzione al tema della mappatura dei processi aziendali e di adeguate misure di prevenzione capaci di incidere in modo efficace sul fenomeno corruttivo;
  • per quanto riguarda la sanità, accanto ad aree generali come quelle dei contratti pubblici, incarichi e nomine, gestione delle entrate, delle spese e del patrimonio e quella dei controlli, verifiche, ispezioni e sanzioni, sono state analizzate area specifiche come l’attività libero professionale e delle liste di attesa, i rapporti contrattuali con privati accreditati, la farmaceutica, dispositivi, ricerca, sperimentazioni e sponsorizzazioni e infine quella dell’attività conseguenti al decesso in ambito intraospedaliero;
  • Un ultimo che merita attenzione riguarda l’auspicio da parte dell’ANAC - attraverso una futura revisione normativa - dell’estensione della responsabilità anche agli organi di indirizzo aziendale, oltre che al RPC, in caso di commissione di reati o di violazione delle misure del Piano triennale.

Il secondo documento che è stato pubblicato il 23 novembre è il “Primo rapporto sullo stato di attuazione delle azioni adottate dalla sanità pubblica in materia di trasparenza ed integrità” redatto da Agenas e Libera, che Lucia Borsellino ha voluto dedicare “a tutti gli operatori della salute la cui correttezza e integrità morale è un fatto ordinario e quindi silenzioso. A questo silenzio operoso che guida la condotta e ispira il discernimento di molti e che non è mai oggetto di un Rapporto. Questo Rapporto vuole rappresentare una prima traccia per un possibile cammino da percorrere insieme a tutti coloro che intendono impegnarsi per rendere sempre più trasparente e libera da opacità la sanità italiana. Accanto ad una analisi quantitativa della trasparenza di alcuni indicatori pubblicati dalle Aziende sanitarie (bilancio, gare di appalto, concorsi, rapporti con i privati e giornate della trasparenza), gli autori hanno valorizzato esempi, pratiche, strumenti che sono risultati utili in alcune realtà e che possono dunque essere diffusi in tutto il territorio.

La sfida che vogliamo raccogliere è quella di creare una rete vera delle buone pratiche, capace di diffondere in modo semplice e reale gli strumenti e i processi in grado di rendere migliore il sistema sanitario, a partire dai valori fondanti il sistema salute.

Info sull'autore di questo articolo:


Direttore Sviluppo Organizzativo AUSL Modena

E' direttore del Servizio Innovazione e Valutazione Organizzativa dell'Azienda USL di Modena da Luglio 2011.
Da inizio 2012 è anche Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e Trasparenza dell'AUSL di Modena.

Laureato a Torino in Economia e Commercio dal 1993 ha iniziato a lavorare con l'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, poi presso l'Agenzia per i Servizi Sanitari di Roma e quindi con il Centro per la Valutazione dell'Efficacia dell'Assistenza Sanitaria della AUSL di Modena. Ha inoltre collaborato con il Norwegian Knowledge Centre for Health Services di Oslo e con la Direzione Regionale dell'Assessorato per le Politiche per la Salute dell'Emilia Romagna.

I temi di cui si è occupato sono il technology assessment, le valutazioni economiche, la farmacoeconomia, la programmazione sanitaria, l'organizzazione aziendale e la valutazione delle performance.

E' membro attivo della Cochrane Collaboration, del Grade Working Group, dell'Associazione Alessandro Liberati e di Libera, Associazioni Nomi e Numeri contro le Mafie. E' tra i coordinatori del progetto Illuminiamolasalute, per l'integrità del sistema sanitario e sociale.

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