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Buona sanità

2011

Analisi delle modalità di richiesta degli esami di laboratorio in ambito ospedaliero e territoriale e condivisione di modalità appropriate di richi...

Emilia Romagna Libro Bianco della Buona Sanità 2011
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Stop alle inutili e onerose ripetizioni delle analisi grazie a pochi click. A questo punta il progetto avviato nel 2009 dall'AUSL di Cesena che grazie al sistema informatico di gestione della diagnostica da laboratorio ha analizzato i dati di prescrizione delle diverse realtà territoriali e ospedaliere romagnole individuando e superando pratiche non appropriate.

L'esperienza nasce da un contesto peculiare, quello del Laboratorio unico dell'Area Vasta Romagna che, inaugurato nel 2009, rappresenta una delle esperienze più importanti a livello europeo di gestione unificata di attività laboratoristiche ed è organizzato secondo un modello “hub & spoke”. In pratica c'è una struttura a rete che unisce un laboratorio centralizzato ad alta specializzazione (centro “hub”) a sette laboratori a risposta rapida (centri “spoke”) e a 93 punti prelievo distribuiti sul territorio di competenza delle Aziende USL di Cesena, Forlì, Ravenna, Rimini. Una rete simile, che garantisce assistenza a circa un milione di persone, era caratterizzata in partenza da una certa disomogeneità delle prescrizioni, con casi frequenti di richiesta di esami non appropriati o addirittura fra loro contraddittori.

Di qui l'iniziativa dell'AUSL Cesena che ha tentato di colmare questa lacuna utilizzando il sistema informatico del laboratorio unico per confrontare e analizzare le richieste degli esami provenienti dalle diverse aziende e quindi individuare le aree critiche di inappropriatezza. Obiettivo finale quello di “adattare” le linee guida e le raccomandazioni nazionali e internazionali al contesto locale per ridefinire in modo condiviso il pannello di esami di laboratorio richiedibili e in ultimo migliorare la qualità delle prestazioni. Secondo alcune stime, il costo della diagnostica di laboratorio non supera il 5% della spesa sanitaria totale, ma i test di laboratorio hanno un impatto notevole nella gestione dei pazienti, perché influenzano oltre il 70% delle decisioni mediche.

Il progetto, della durata di due anni, è stato attuato in primis scegliendo le aree cliniche di intervento. In particolare l'esperienza di test si è concentrata sugli esami tiroidei, sugli indici di funzionalità renale, sugli indicatori di neoplasia e sugli esami richiesti dal pronto soccorso, con relativi esami sentinella. In secondo luogo sono stati estratti i dati di prescrizione grazie al sistema informatico del laboratorio unico, che copre tutti gli esami richiedibili e tutti i centri prelievi sia ospedalieri che territoriali. In questo modo è stato possibile confrontare i risultati ottenuti dalle varie aziende e unità operative, e “correggere” le pratiche inappropriate. Nel dettaglio, spiega la AUSL Cesena, grazie al semplice report delle modalità prescrittive dei sette ospedali e alla loro analisi e discussione, i dipartimenti di emergenza delle AUSL con i dati più anomali hanno realizzato in media una diminuzione del 25% nella richiesta di esami inutili dopo il primo anno di monitoraggio, con punte del 100%. Contemporaneamente, il numero delle richieste di esami appropriati si è invece attestato su valori stabili. Il successo dell'esperienza è andato inoltre di pari passo con la motivazione e l'impegno delle AUSL: in quelle che hanno mostrato più impegno il numero degli esami inappropriati eseguiti è diminuito maggiormente.

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AZIENDA
  • AUSL Cesena
DIRETTORE GENERALE

Maria Basenghi
Già Direttore Generale

REFERENTE

Romolo Dorizzi
Direttore U.O. CoreLab

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