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Buona sanità

2013

Creazione ed attuazione di un percorso diagnostico terapeutico assistenziale per la gestione e la cura del piede diabetico nell’Area Vasta Giuliano...

Friuli Venezia Giulia Libro Bianco della Buona Sanità 2013
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Il termine “piede diabetico”, che indica la complessa patologia che può svilupparsi a carico del piede nei pazienti con diabete, rappresenta la prima causa di amputazione non traumatica degli arti ed è un frequente motivo di ricovero in ospedale. Basterebbero queste brevi informazioni per capire quanto possa essere importante, per il paziente, avere a disposizione ‘percorsi definiti’ che permettano una rapida e lineare gestione delle lesioni. Non a caso sono molti gli studi che hanno dimostrato una riduzione del 49-85% delle amputazioni in seguito all’adozione di protocolli di intervento. Eppure, nel recente passato l’assenza in Friuli Venezia Giulia di un percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) strutturato sul piede diabetico ha determinato livelli di cura non sempre qualificati per le persone che presentavano questa complicanza, con conseguenti amputazioni degli arti inferiori ed una consistente fuga verso Centri specializzati extraregione privati accreditati. Una analisi nazionale del 2006 dimostrava come il tasso di ospedalizzazione per amputazioni nella Regione, per pazienti diabetici, risultasse il più elevato a fronte di una buona qualità di cura, indicando quindi la necessità di uno specifico percorso diagnostico terapeutico assistenziale del piede diabetico. E proprio al fine di garantire un livello di cura altamente qualificato e una presa in carico globale della persona con piede diabetico, nel giugno del 2009 è stato creato e reso operativo, nell’ambito dell’Area Vasta Giuliano-Isontina del Friuli Venezia Giulia, un PDTA per le persone con piede diabetico. Tra gli obiettivi specifici, quello di ridurre l’incidenza annuale in ambito di area vasta delle amputazioni non traumatiche agli arti inferiori in pazienti diabetici, di evitare le fughe extra-regione, di ridurre il tempo di decorso clinico delle ulcerazioni del piede e di ridurre la durata delle degenze per piede diabetico. Per raggiungere questi traguardi si è scelto di strutturare il Percorso diagnostico terapeutico in una serie di fasi (valutazione da parte del Centro Diabetologico, inquadramento diagnostico, formalizzazione del piano di cura, programmazione e gestione dell’eventuale breve degenza, valutazione podologica per i pazienti con piede a rischio) e di informare in tempo reale degli interventi eseguiti e delle varie prescrizioni suggerite tutte le strutture diabetologiche coinvolte nel PDTA, che a loro volta condividevano la stessa cartella clinica informatizzata. A oltre 2 anni di distanza dall’inizio del progetto i primi dati mostrano come il coordinamento delle funzioni abbia portato un significativo miglioramento nella cura del piede diabetico. Nel periodo giugno 2009-dicembre 2011 sono stati valutati nell’ambito del percorso diagnostico terapeutico circa 1.600 pazienti per lesioni agli arti inferiori, 238 dei quali sottoposti a rivascolarizzazione (223 endoluminale, 15 chirurgica); inoltre, sono stati eseguiti 480 interventi chirurgici (amputazioni minori, innesti cutanei, bonifiche ossee). Guardando i numeri, si nota come il tempo di degenza medio è stato di soli 6,9 giorni, contro la media di 18,9 giorni italiana, le amputazioni maggiori sono state pari a 9 (<1%), mentre si è anche ridotto il tempo medio di guarigione delle lesioni. Ma soprattutto, da quanto è operativo il PDTA (che non ha portato alcun costo aggiuntivo) la fuga extraregionale per la cura del piede diabetico si è ridotta del 47%. Mentre un’indagine sulla customer satisfaction ha mostrato un elevato livello di soddisfazione da parte dei pazienti.

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AZIENDA
  • AAS 1 Triestina
DIRETTORE GENERALE

Fabio Samani
Direttore Generale

REFERENTE

Riccardo Candido
Coordinatore Centri Diabetologici Distrettuali

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