Il tuo browser è molto datato. Per la corretta visualizzazione di questo sito e la sicurezza del tuo computer passa ad un browser più recente.
Ad esempio puoi scegliere tra i seguenti browser grauiti: Google Chrome, Mozilla Firefox.

Buona sanità

2011

Limitare i danni da lesione da decubito

Veneto Libro Bianco della Buona Sanità 2011
Descrizione
Richiedi informazioni

Descrizione

Utilizzare un protocollo aziendale per la prevenzione e la gestione dei danni da decubito, che sono spesso il frutto di una cattiva assistenza in ambito domiciliare o ospedaliero, e si verificano quando non vengono attivate le necessarie tecniche di prevenzione e l’utilizzo dei moderni ausili antidecubito. E’ questa la strada scelta dalla Azienda ULSS 21 di Legnago, che da gennaio a dicembre 2009 ha dato vita ad un progetto sperimentale nel reparto di lungodegenza riabilitativa dell’Ospedale San Biagio Bovolone per limitare i danni da lesione da decubito attraverso l’utilizzo di un software gestionale che valuta i risultati raggiunti in considerazione della gravità dello stato di salute del paziente e della tipologia del materasso utilizzato. Obiettivo quello di migliorare la qualità assistenziale e diminuire i costi post-dimissione e di fare in modo che il paziente ricoverato che presenta un medio-alto rischio per lesione da decubito non sviluppi o peggiori la sua situazione alla dimissione. Per far questo è stato innanzitutto costruito all’interno dell’Azienda un software specifico, contenente elementi conoscitivi dei prodotti e dei presidi farmaceutici. Successivamente sono state formate 2 infermiere per reparto per avere le prime osservazioni gestionali del prodotto, e poi sono state stabilite una serie di valutazioni successive per verificare lo stato del progetto, monitorato trimestralmente dal responsabile del progetto stesso e dal coordinatore sanitario. Il progetto ha inoltre previsto l’organizzazione di una serie di incontri formativi per l’utilizzo del software. Nel complesso l’applicazione di un protocollo univoco che dà indicazioni sulle modalità di utilizzo dei presidi antidecubito e su quale tipo di materasso antidecubito utilizzare se supportato da un software specifico ha permesso di avere un riscontro immediato dei risultati. Anche se va sottolineato come al successo di questa esperienza abbiano dato un importante contribuito anche il buon clima organizzativo, la motivazione delle persone coinvolte e l’ambiente culturalmente evoluto. Tornando ai risultati, sono stati analizzati i dati di due reparti di lungodegenza. Nel primo il 69% dei pazienti non ha peggiorato la lesione di ingresso o non ha sviluppato lesioni durante il ricovero, il 18% ha migliorato la propria situazione mentre il 13% ha subito un peggioramento. Nel secondo reparto, invece, è il 56% dei pazienti (su 630 ricoveri annui) a non aver peggiorato la lesione di ingresso o sviluppato lesioni durante il ricovero, mentre nel 34% dei casi la lesione è migliorata. Inoltre, migliorare l’assistenza del paziente ha di fatto permesso di utilizzare al meglio le risorse e di indirizzarle verso altre esigenze (materiale per medicazioni, presidi antidecubito adeguati) con conseguente riduzione dei costi assistenziali sia durante il ricovero che nel post dimissione dovuto all’assenza o al non peggioramento delle lesioni da decubito. L’esperienza, realizzata in forma sperimentale, e che non ha avuto finanziamenti esterni, è stata poi adottata dal Servizio Adi (assistenza domiciliare integrata).

Contattaci

fcpdnbb:
Campo obbligatorio Nome corretto
nome:
Campo obbligatorio Nome corretto
cognome:
Campo obbligatorio Cognome corretto
email:
Email non valida Email corretta
telefono:
oggetto:
Campo obbligatorio Messaggio corretto
Campo obbligatorio

condividi Facebook share
AZIENDA
  • ULSS 21 Legnago
DIRETTORE GENERALE

Daniela Carraro
Direttore Generale

REFERENTE

Benvenuto Borese
Direttore U.O.C. Lungodegenza

Esperienze simili

Applicazione del braccialetto identificativo al paziente degente nell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma

AOU Parma

data: 2013

Regione: Emilia Romagna

Costringere un paziente ad indossare un braccialetto identificativo solo non molto tempo fa sarebbe stato considerato un comportamento discriminatorio e anche politicamente scorretto. Oggi, fortunatamente, questi pregiudizi (dettati da retaggi storio...

Leggi tutto...

Creazione ed attuazione di un percorso diagnostico terapeutico assistenziale per la gestione e la cura del piede diabetico nell’Area Vasta Giuliano-Isontina

ASS 1 Triestina

data: 2013

Regione: Friuli Venezia Giulia

Il termine “piede diabetico”, che indica la complessa patologia che può svilupparsi a carico del piede nei pazienti con diabete, rappresenta la prima causa di amputazione non traumatica degli arti ed è un frequente motivo di ricovero in ospedale. Bas...

Leggi tutto...

La gestione integrata e multidisciplinare del Servizio di nutrizione artificiale domiciliare attraverso un gruppo aziendale dedicato

ASL Provincia di Varese

data: 2013

Regione: Lombardia

Costituire un gruppo di lavoro multidisciplinare sulla nutrizione artificiale domiciliare (NAD), con l’obiettivo di ‘decentralizzare’le differenti fasi che partono dalla prescrizione della dieta artificiale da parte del medico ospedaliero e consentir...

Leggi tutto...

Percorso multidisciplinare per la gestione del piede diabetico

AUSL Piacenza

data: 2013

Regione: Emilia Romagna

Con l’aumento della sopravvivenza dei pazienti diabetici e con l’incremento dell’età media della popolazione generale, la patologia del piede diabetico è diventata la complicanza tardiva del diabete mellito con più rilevante peso sociale ed economico...

Leggi tutto...

Privacy Policy | Condizioni d'uso

CC 2018 Fiaso. Alcuni diritti riservati.

CC 2014 Fiaso. Alcuni diritti riservati.