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Buona sanità

2013

Pericolo cadute pazienti e scheda di rilevazione del rischio: dalla teoria alla prassi

Basilicata Libro Bianco della Buona Sanità 2013
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Le cadute dei pazienti durante il loro soggiorno nelle strutture sanitarie sono nel 92% dei casi prevedibili ed evitabili. Un dato, questo, che a molti potrà apparire quantomeno singolare, ma che proviene direttamente dalle raccomandazioni del Ministero della Salute. Si stima infatti che circa il 14% delle cadute in ospedale sia classificabile come accidentale, ovvero possa essere determinato da fattori ambientali (ad esempio una scivolata sul pavimento bagnato), l’8% come imprevedibile, viste le condizioni fisiche del paziente (improvviso disturbo dell’equilibrio), mentre il 78% rientri tra le cadute prevedibili per fattori di rischio identificabili della persona (paziente disorientato, con difficoltà nella deambulazione). Non c’è da stupirsi, quindi, se negli ultimi anni le strutture sanitarie abbiano iniziato a studiare delle contromisure efficaci, magari predisponendo interventi mirati alla riduzione dei fattori di rischio personali ed ambientali. Anche perché le cadute determinano un incremento del 5-9% di tasso di ospedalizzazione o di un suo prolungamento, con conseguente aumento delle richieste di risarcimento. Un buon esempio in tal senso arriva dall’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico - Centro Regionale Oncologico Basilicata (IRCCS CROB), che nel settembre del 2012 ha dato vita al progetto “Pericolo cadute pazienti e scheda di rilevazione del rischio: dalla teoria alla prassi”, con l’obiettivo di dotare il personale di strumenti idonei per la valutazione del rischio di cadute dei pazienti, sulla scorta del quale adottare, se necessario, le più idonee misure di prevenzione. Il progetto, destinato principalmente al personale infermieristico, è stato articolato in 4 fasi: 1) revisione della letteratura scientifica nazionale ed internazionale e dei contributi in materia di prevenzione delle cadute dei pazienti; 2) sensibilizzazione e formazione del personale sulle modalità d’uso della scheda di valutazione del rischio di cadute, di gestione del paziente a rischio e di intervento in caso di caduta; 3) introduzione della scheda di valutazione del rischio di cadute nei reparti di degenza medica e chirurgica; 4) verifica dell’effettiva adozione della scheda nelle Unità operative attraverso un controllo sistematico delle cartelle cliniche (analisi quantitativa), della corretta compilazione della scheda e dell’effettiva riduzione del fenomeno.

Il procedimento messo a punto dall’Istituto di Rionero in Vulture (PZ) ha permesso di realizzare i controlli sulle cartelle cliniche pervenute presso l’archivio a conclusione della degenza, e ha consentito di documentare una partecipata adesione del personale infermieristico al progetto per la prevenzione delle cadute in ospedale, testimoniata dalla presenza nella quasi totalità delle cartelle cliniche della scheda. Inoltre, proprio l’impiego pratico della scheda nel corso dell’attività di reparto, oramai una pratica consolidata presso l’Istituto, ha consentito di apportare alcune modifiche nella veste grafica e nei contenuti della stessa, sulla scorta dei suggerimenti avanzati dal personale infermieristico. L’adozione di questo provvedimento non ha ovviamente abbattuto del tutto il rischio di cadute di pazienti durante il ricovero. Tuttavia, le segnalazioni fornite dal personale in servizio attraverso la scheda di ‘incident reporting’ e le richieste di risarcimento avanzate al competente ufficio per la gestione del contenzioso medico-legale hanno documentato un’incidenza in calo con una prevalenza di eventi senza danno.

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