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Buona sanità

2013

Procedure di sanificazione dell’endoscopia urologica chirurgica per la prevenzione delle infezioni multiresistenti dell’apparato urinario

Marche Libro Bianco della Buona Sanità 2013
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Ridurre e annullare del tutto il rischio di trasmissione di infezione con batteri multiresistenti che provocano nei pazienti sottoposti a endoscopie urologiche infezioni alle vie urinarie. L'obiettivo è stato conseguito dall'Azienda Ospedaliera Universitaria “Ospedali Riuniti” di Ancona con un progetto avviato a gennaio 2013 e che dovrebbe concludersi entro un anno per entrare a regime nel 2020.

L'esperienza nasce dal rilievo da parte dell'AOU di infezioni urinarie con batteri multiresistenti nei pazienti sottoposti a procedure diagnostiche e terapeutiche nella sala di endoscopia urologica chirurgica. Eventualità non solo molto frequente, ma che si ripercuote negativamente sulla qualità percepita del servizio sanitario da parte del paziente e in generale sull'organizzazione ospedaliera, visto che si aumenta il rischio di complicanze e di conseguenza di giorni di degenza del malato e di utilizzo di antibiotici. Di qui l'idea di elaborare un progetto specifico che apportasse dei significativi cambiamenti nelle procedure di sanificazione dell'endoscopia urologica chirurgica.

Su input della singola unità ospedaliera, l'iniziativa è stata indirizzata a tutti coloro che entrano a contatto con la sala di endoscopia urologica: medici, infermieri, tecnici radiologi, studenti di medicina. Le procedure prevedono innanzitutto il lavaggio delle mani sia in entrata sia in uscita dalla sala di endoscopia. In secondo luogo è stata introdotta la profilassi antibiotica del paziente e una sua urinocoltura pre-operatoria. In seguito è previsto il lavaggio accurato del paziente, nonché il lavaggio post-operatorio del letto endoscopico, della pavimentazione e infine degli strumenti e delle suppellettili presenti in sala. Chiare e definite regole di igiene che hanno prodotto un significativo cambiamento nei comportamenti degli operatori, oltre che garantito la costante igiene dell'ambiente e degli strumenti utilizzati.

All'inizio non è stato semplice far adeguare il personale a tutte le nuove norme. Nonostante i destinatari dell'iniziativa siano stati informati anche con una campagna di comunicazione mirata attraverso comunicati, opuscoli e messaggi individuali, il comportamento degli operatori sanitari in un primo momento ha costituito un punto critico del progetto. Problema al quale si è rimediato con dei richiami verbali singoli alle norme di igiene. Non a caso la fissazione di regole è stato il fattore principale che ha concorso al successo dell'esperienza.

I benefici delle nuove procedure di sanificazione sono immediatamente tangibili anche se l'esperienza non è ancora conclusa. Le infezioni nei pazienti si sono notevolmente ridotte, tanto che è stato registrato finora un calo fra l'80 e il 90% nell'utilizzo di antibiotici. Sono diminuiti anche i giorni di degenza, è contestualmente migliorato il percorso di guarigione del malato che ha recuperato lo stato di salute più velocemente. Ciò ha contribuito ad una diversa percezione della qualità del servizio da parte dei pazienti.

Il progetto dell'Azienda Ospedaliera fa riferimento a standard internazionali citati su PubMed.org, la banca dati biomedica accessibile gratuitamente online sviluppata dal National Center for Biotechnology Information presso la americana National Library of Medicine.

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Coordinatore Clinica Urologica

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