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Buona sanità

2011

Processo di erogazione delle protesi d'arto piano di miglioramento - biennio 2009/2010

Lombardia Libro Bianco della Buona Sanità 2011
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Migliorare il servizio di erogazione delle protesi d'arto evitando sprechi, prescrizioni inutili, e coniugando governo dei costi e qualità di assistenza. Ci è riuscita la ASL della Provincia di Varese che nel biennio 2009-2010 ha varato un piano ad hoc in materia.

Quello dell'assistenza protesica è uno degli ambiti in cui le ASL sono spesso chiamate a individuare criticità di intervento con l'obiettivo di ridurre sprechi. Un settore in cui le variabili da considerare per prescrizioni ed erogazioni sono notevoli: nei Paesi industrializzati, come l'Italia, si calcola che le amputazioni dell'arto inferiore, causate da disturbi vascolari, rappresentino il 70-80% del totale. In particolare, nel nostro Paese le amputazioni causate da lesioni vascolari sono oltre settemila l'anno e i pazienti amputati a causa di queste patologie sono, di norma, anziani, con età superiore ai 70 anni. Le condizioni di salute degli assistiti sono spesso compromesse dalla presenza di diabete per la metà dei casi, ma soprattutto da insufficienza cardiovascolare, nell'80% dei casi, con uno o più infarti per uno su quattro e disturbi respiratori per il 20%. Di qui la necessità di inquadrare tutti gli aspetti che possono condizionare, e in alcuni casi impedire, la possibilità di protesizzazione.

Dall'attività di monitoraggio effettuata dalla ASL della Provincia di Varese è emerso che uno dei settori più a rischio di inappropriatezza prescrittiva è rappresentato proprio dalle protesi d'arto: la complessità della materia richiede una preparazione specifica di chi prescrive le protesi e un approccio multidisciplinare al paziente. Di qui l'iniziativa, oggi trasformata in una pratica consolidata, di predisporre un piano specifico per questo processo attraverso corsi formativi, base e avanzati, rivolti a specialisti ortopedici e fisiatri impegnati nella cura e nella riabilitazione di pazienti amputati per cui la protesi risulta imprescindibile. Coinvolti anche gli operatori ASL incaricati delle autorizzazioni e i tecnici delle ditte fornitrici. Successivamente è stato creato un gruppo di lavoro misto, fra ASL e specialisti, per aiutare i pazienti nel percorso di cura e riabilitazione. Sono stati quindi definiti requisiti e standard per i prescrittori e le strutture in cui operano, ed è stato stilato un elenco di ditte fornitrici “accreditate” presso la ASL.

Gli obiettivi del progetto erano principalmente quelli di ridurre i codici non opportuni che portavano all'aumento dei costi a carico della ASL, ridurre la realizzazione di dispositivi con componenti costosi e inadatti alla tipologia del paziente e infine la diminuzione dei costi a carico del Servizio sanitario nazionale. I risultati non sono mancati. In particolare il cambiamento più significativo è stato la creazione di Centri di prescrizione specifici in cui oggi è necessario prevedere la presenza di un team costituito dallo specialista fisiatra/ortopedico, dal terapista della riabilitazione/terapista occupazionale e dal tecnico ortopedico. Anche i costi sono stati notevolmente ridotti. Dall'esperienza realizzata, l'ASL ha ottenuto un risparmio di 28.500 euro su 30 casi campionati nel 2009 e di 46.800 euro su 139 casi esaminati nel 2010.

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AZIENDA
  • ASL Provincia di Varese
DIRETTORE GENERALE

Pier Luigi Zeli
già Direttore Generale

REFERENTE

Maria Grazia Buzzi
Responsabile Coordinamento Attività Distrettuali

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