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Buona sanità

2013

Ambulatorio diabetologico a gestione infermieristica per educazione terapeutica strutturata

Emilia Romagna Libro Bianco della Buona Sanità 2013
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Un paziente diabetico più consapevole della propria malattia e in grado di gestire al meglio l'autocontrollo dei valori glicemici e il trattamento con insulina: è il principale risultato conseguito dall'AUSL di Parma grazie alla creazione di un ambulatorio ad hoc per l'educazione terapeutica dei malati.

Avviato nel 2010 e tuttora operativo, l'ambulatorio educazionale fa capo a quello diabetologico della Casa della Salute di Colorno ed è interamente gestito dal personale infermieristico. Una scelta precisa, spiega l'Azienda, visto che la figura dell'infermiere è da considerare fondamentale per una malattia come il diabete che richiede un'adesione alla cura totale del paziente e una sua effettiva partecipazione. In questo contesto il ruolo dell'infermiere di diabetologia travalica la sola assistenza per diventare vera e propria guida educativa del malato nel suo percorso di auto-cura. Grazie alla frequentazione del laboratorio, i pazienti coinvolti hanno imparato a gestire in autonomia la malattia ed è stato rilevato un calo degli episodi di ipoglicemia. Nel 2010 sono stati trattati 262 pazienti; 211 nel 2011 e 237 nel 2012. In molte occasioni sono stati effettuati più incontri per la stessa persona.

L'attività del laboratorio consiste in due tipologie di intervento, con la programmazione di incontri individuali o di gruppo con i malati. La comunicazione è stata lo strumento principale per entrare in empatia col paziente, puntando in primis ad instaurare un clima sereno che ha favorito il dialogo tra infermieri e pazienti e il prendersi cura di sé. Non vengono coinvolti pazienti a caso, ma coloro per i quali il diabetologo o lo stesso infermiere abbiano riscontrato delle difficoltà specifiche durante la routine clinica, dall'auto-monitoraggio alla gestione della terapia a base di insulina. Avviene poi un colloquio individuale per valutare la conoscenza della patologia e le capacità di autogestione con l'obiettivo di individuare le cause della difficoltà e correggere gli errori. Quindi vengono programmati rinforzi educativi, con incontri anche settimanali che si tengono fino alla risoluzione del problema individuato, se necessario coinvolgendo anche i familiari.

La realizzazione del programma educativo a sola gestione infermieristica – che si è ispirato agli standard italiani per la cura del diabete mellito e ai programmi per la prevenzione delle malattie croniche del Piano della prevenzione 2010-2012 della Regione Emilia Romagna – ha enfatizzato i principi del “Chronic Care Model”. Ha migliorato le dinamiche comportamentali del paziente rendendolo protagonista e responsabilizzandolo, ma al contempo ha valorizzato il ruolo degli infermieri, svincolando la loro figura dalla mera routine ambulatoriale. È stato realizzato senza costi aggiuntivi per l'Azienda: sono state riorganizzate le modalità di lavoro nell'ambulatorio diabetologico che già esisteva e che prevede l'impegno infermieristico di 24 ore settimanali.

Caso di successo, l'esperienza è stata oggetto di comunicazione ai Congressi diabetologici medici ed infermieristici a partire dal 2010 aggiudicandosi anche la targa “Impara nell'attesa” al congresso AMD del 2010. Ma soprattutto è stata una buona pratica adottata anche in altri ambulatori diabetologici.

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Direttore Generale

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Direttore U.O.S. Diabetologia

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Coordinatore Infermieristico Casa della Salute Colorno

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