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Buona sanità

2013

Care Puglia

Puglia Libro Bianco della Buona Sanità 2013
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Offrire un percorso assistenziale razionale e aderente alle linee guida nazionali e locali, favorendo l’aderenza al follow up da parte del paziente cronico e rendendo i servizi assistenziali più facilmente fruibili nel territorio di residenza. In modo tale da prevenire le complicanze delle patologie croniche, procrastinare il più possibile la non autosufficienza e l’attesa per i pazienti coinvolti e evitare la mobilità dei pazienti cronici e il ricorso al ricovero ospedaliero inappropriato. Sono questi, in sintesi, gli ambiziosi obiettivi alla base del progetto “Care Puglia”, messo in piedi dalla Regione pugliese nel gennaio 2012 in seguito al complessivo riordino del Sistema Sanitario Regionale. In ottemperanza al Piano di Rientro, infatti, la Regione Puglia ha programmato la chiusura di venti ospedali, di cui diciotto da riconvertire in Strutture territoriali di assistenza, con nuovi Servizi di assistenza alla persona, secondo modalità alternative al ricovero ospedaliero. Il progetto, in tal senso, ha inteso dare una risposta alla necessità di dotare il Distretto Socio-Sanitario di forme organizzative di alta integrazione multidisciplinare ed interprofessionale, in grado di offrire risposte complesse al bisogno di salute della popolazione locale. Considerato poi che l'analisi dell’attività svolta dai 18 ospedali aveva evidenziato la possibilità di soddisfare solo il 12% del bisogno di ricoveri espresso dalla popolazione residente, peraltro erogabile nel 50% dei casi in setting alternativo a quello ospedaliero. Il nuovo modello assistenziale si basa, dunque, sulla presa in carico del paziente cronico, nell’ambito delle cure primarie, secondo il ‘Chronic Care Model’, e prevede un approccio sistemico, multidisciplinare ed evidence based alle patologie croniche, che vede il coinvolgimento di tutti gli ‘erogatori di assistenza’ per la presa in carico dei ‘fabbisogni complessi’ di salute del paziente. Con un ruolo di primo piano affidato alla nuova figura dell'infermiere Care Manager nelle forme evolute di associazionismo medico. Tre, nello specifico, le fasi di implementazione del modello assistenziale: 1) l’attivazione del Progetto nei Comuni ove sono in riconversione le strutture ospedaliere (Progetto Nardino); 2) il coinvolgimento dell’intero territorio di riferimento del Distretto nel quale è stata espletata la prima fase; 3) il coinvolgimento di tutti gli altri 49 distretti presenti sul territorio regionale. Inoltre, al fine di creare su tutto il territorio regionale un modello finalizzato alla valutazione del processo di ‘presa un carico’, è stato costituito un “Comitato Tecnico Scientifico per il monitoraggio e la valutazione” che ha la funzione di accompagnare, tramite un’attività di supervisione e consultazione continua, il processo di cambiamento organizzativo richiesto. Il progetto, ancora in fase di realizzazione, ha concluso la sua fase di sperimentazione con il Progetto Leonardo presso la ASL di Lecce e successivamente è stato implementato in tutti i Distretti della Regione (terza fase). Finanziato per due anni con un costo pari a quasi 4milioni di euro (e destinato in particolare alle seguenti patologie croniche: diabete mellito, malattia cardio-vascolare cronica conclamata, scompenso cardiaco, bronco-pneumopatia cronica ostruttiva), sta mostrando, a 14 mesi dal suo avvio, buoni risultati nei Comuni coinvolti, nonostante alcune criticità incontrate, e successivamente risolte, legate alle resistenze incontrate da parte delle organizzazioni sindacali dei medici di Medicina generale e a una più generale scarsità di personale infermieristico e medico-specialistico.  Complessivamente sono stati 'presi in carico' 1587 pazienti (59% over 65), dei quali poco meno di 400 sono stati sottoposti ad una rivalutazione dello score (184 in diminuzione). Ma il dato forse più significativo è che, per una volta, operatori e pazienti si sono trovati d'accordo: entrambi infatti, nell'80% dei casi, hanno mostrato gradimento e soddisfazione per il modello assistenziale proposto.

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