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Buona sanità

2011

Ospedalizzazione domiciliare e rete di cure

Lombardia Libro Bianco della Buona Sanità 2011
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Nate circa 30 anni fa in Inghilterra, le cure palliative sono state definite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come “un approccio che migliora la qualità della vita dei malati e delle loro famiglie che si trovano ad affrontare le problematiche associate a malattie inguaribili, attraverso la prevenzione e il sollievo della sofferenza per mezzo di una identificazione precoce e di un ottimale trattamento del dolore e delle altre problematiche di natura fisica, psicofisica e spirituale”. Lo scorso anno il Parlamento italiano ha anche approvato una legge innovativa che per la prima volta tutela e garantisce l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore da parte del malato, nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza. Ma in Italia ci sono molte realtà che da tempo si occupano di questi aspetti con approcci moderni. Una buona esperienza in tal senso arriva dalla Lombardia, e più precisamente dall’Azienda ospedaliera “Ospedale Maggiore” di Crema, che nel 2000 ha costituito l’Unità Operativa di Cure Palliative (UOCP): obiettivo quello di eseguire l’attività di assistenza ai malati terminali, anche non oncologici, in tutti i settings possibili, dall’assistenza domiciliare al ricovero in Hospice (presso la Fondazione Benefattori Cremaschi) fino agli ambulatori specialistici, ma anche di svolgere un lavoro di consulenza negli istituti di riabilitazione del territorio cremasco, di formare volontari e, più in generale, di svolgere un importante ma spesso sottovalutato lavoro di sensibilizzazione culturale nei confronti della cittadinanza. Questa esperienza, per la quale sono stati investiti circa 900 mila euro e che dal 2008 aderisce al progetto “Ospedalizzazione Domiciliare Cure Palliative”, messo in campo dalla Regione Lombardia, ha portato alla presa in carico di circa 250 pazienti/anno oncologici e di circa 30 pazienti non oncologici in un bacino di riferimento di 160.000 abitanti. Un numero di assistiti che indica un progressivo incremento del grado di copertura della popolazione potenziale dei malati oncologici, che nel 2009 ha raggiunto il 68%, superando il valore del 65% indicato dal ministero della Salute. Un risultato dunque molto significativo, considerato che ancora nel 2002 nella zona non erano presenti servizi in grado di rispondere ai bisogni dei malati terminali. Inoltre il lavoro dell’Unità Operativa di Cure Palliative, che fornisce una reperibilità medico-infermieristica h24, ha permesso di prendere in carico i malati entro 24/48 ore dalla richiesta e di effettuare  prestazioni a domicilio. Un lavoro dunque prezioso, che oltre ad aver abbassato il numero di ricoveri e di accessi impropri nei Pronto Soccorso, ha introdotto un miglioramento della qualità di vita residua del paziente (e di morte), e un miglioramento della relazione del malato e dei familiari con le varie istituzioni sanitarie tramite la prevenzione dei conflitti, l’aumento della copertura dei bisogni, l’educazione alla riduzione “realistica” dei bisogni ed alla gestione preventiva delle situazioni critiche domiciliari. Il progetto dell’Azienda Ospedaliera “Ospedale Maggiore” di Crema è stato citato dalla Rivista Italiana di Cure Palliative.

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AZIENDA
  • AO Ospedale Maggiore di Crema
DIRETTORE GENERALE

Luigi Ablondi
Direttore Generale

REFERENTE

Luciano Orsi
Responsabile U.O. Cure Palliative

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