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Buona sanità

2011

Ottimizzazione della continuità assistenziale nelle malattie neuromuscolari

Marche Libro Bianco della Buona Sanità 2011
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Fornire un’adeguata assistenza, dentro e fuori dall’ospedale, ai pazienti affetti da malattie croniche invalidanti, in particolare quelle neuromuscolari come la sclerosi laterale amiotrofica (Sla), patologia che in Italia colpisce circa 5 mila persone. Per raggiungere questo scopo gli Ospedali Riuniti di Ancona hanno avviato nel 2008 una speciale sinergia fra la struttura neurologica e medicina generale.

Coordinato dalla Clinica di neurochirurgia, il progetto ha portato all’attivazione, all’interno della stessa clinica, di un centro dedicato alle malattie neuromuscolari volto a definire le azioni da realizzare in ambiente ospedaliero e sul territorio per garantire un’adeguata continuità assistenziale ai pazienti. Un’iniziativa finanziata dalla Regione Marche e in parte dalla Fondazione Paladini che sostiene persone affette da malattie neuromuscolari e loro famiglie, che ha coinvolto la sezione marchigiana della Società Italiana di Neurologia, l’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (Uildm) e l’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica (Aisla).

Il progetto di assistenza integrata ospedaliera e territoriale è stato rivolto principalmente a persone affette da sclerosi laterale amiotrofica, distrofie muscolari, polineuropatie autoimmuni, miastenia gravis e miotonia di Steinert. Per ogni patologia l’equipe sanitaria (medici, infermieri, tecnici neurofisiologi, fisioterapisti) ha individuato prestazioni da erogare in ospedale e fuori, e – insieme al personale amministrativo e ai rappresentanti delle associazioni di settore – ha avviato contatti con tutte le strutture coinvolte, non solo l’unità di Neurologia ma anche i distretti territoriali, gli specialisti e medicina generale. In questo modo è stato possibile attivare centri ambulatoriali idonei a erogare le prestazioni richieste e realizzare una rete di specialisti ospedalieri (neurologi, pneumologi, fisiatri, cardiologi, rianimatori, nutrizionisti, psicologi) in grado di valutare tutte le condizioni cliniche del paziente. Al contempo ai medici di medicina generale e ai responsabili dei distretti sanitari sono state rivolte attività informative e di aggiornamento sulle esigenze dei pazienti residenti nel territorio di competenza. Infine è stato messo a punto un programma assistenziale “su misura” per ogni paziente con monitoraggio delle funzioni più critiche, come la nutrizione e la ventilazione. Sempre coinvolti, tramite le associazioni di riferimento, i familiari dei malati, in particolare nelle fasi di valutazione del servizio.

Portato avanti secondo le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità e il documento di programmazione assistenziale della Regione Marche, il progetto è durato due anni con monitoraggi semestrali da parte del comitato scientifico e del consiglio di amministrazione della Fondazione Paladini. Buoni i risultati anche in termini di ricadute economiche, con risparmio di risorse per il sistema sanitario regionale. Nello specifico, la concentrazione delle indagini sulla struttura ospedaliera ha consentito di evitare la parcellizzazione delle valutazioni e di esaltare l’integrazione delle prestazioni evitando ripetizioni degli esami o realizzazione di accertamenti non motivati, con definizione del setting più idoneo a fornire le risposte assistenziali.

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AZIENDA DIRETTORE GENERALE

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Già Direttore Generale

REFERENTE

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Direttore Dipartimento di Scienze Neurologiche

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