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Buona sanità

2013

Progetto ECO: tu chiama, io rispondo

Liguria Libro Bianco della Buona Sanità 2013
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La qualità, l’assistenza e il contenimento della spesa sanitaria sono due tematiche considerate, a torto, apparentemente inconciliabili, nonostante rappresentino un imperativo per una corretta politica sanitaria. Sebbene alcune aziende negli anni abbiano derogato a questo minimo comun denominatore, in virtù di principi meno nobili ma certo più redditizi (non per la comunità), nel nostro Paese sono molte le realtà aziendali che hanno cercato di muoversi con saggezza lungo questo duplice binario. Un esempio concreto arriva dalla ASL 3 di Genova, che nel 2009 ha dato il via al progetto sperimentale “Eco, tu chiama io rispondo”, volto a favorire e diffondere le conoscenze della stomaterapia, una disciplina medica ed infermieristica dedicata alla cura ‘ad ampio raggio’ delle stomie: tecniche di confezionamento, riabilitazione dei pazienti, scelta dei presìdi più idonei, accudimento dello stoma e prevenzione delle complicanze precoci e tardive, con l'intento di dimostrare la ‘peculiarità’ di un servizio specialistico in stomaterapia e renderlo facilmente accessibile a coloro che ne hanno bisogno (soggetti con difficoltà deambulatorie, in età pediatrica o con condizioni generali critiche). Ed evidenziando al tempo stesso che l'ottimizzazione delle risorse può e deve essere applicata anche nell’assistenza dei soggetti portatori di stomia (colo-ileo-uro) o fistole enterocutanee, con particolare attenzione alla gestione delle complicanze. Non è raro, infatti, che il personale di un ambulatorio di stomaterapia si trovi, ancora oggi, ad assistere persone dimesse da Unità Operative di Chirurgia e Urologia, senza una specifica educazione rispetto alla gestione della stomia o, ancor peggio, con indicazioni errate, dannose e costose (utilizzo di disinfettanti, guanti e garze sterili, etc.). Il tutto a danno dell'assistito, che spesso non riesce a trovare quella continuità assistenziale necessaria per una corretta guarigione. In tal senso, tra gli obiettivi del progetto figura anche la necessità di migliorare e mantenere il benessere psicofisico dell’assistito non in grado di recarsi presso i servizi ambulatoriali dedicati, di favorire il processo di ‘autocura’ allargato alla famiglia (care giver) e di offrire un sostegno psicologico all’assistito e al relativo contesto familiare.

Il progetto, che ha avuto inizio nel marzo 2009 in via sperimentale per 6 mesi (grazie anche ad un finanziamento esterno dell'Agenzia regionale sanitaria), ma che è proseguito con successo negli anni successivi, ha ottenuto importanti benefici, in primis la possibilità di attivare interventi sinergici tra i servizi ospedalieri e i servizi territoriali, determinando una maggiore appropriatezza degli interventi e una riduzione del ricorso ad accessi in pronto soccorso del 15% (con conseguenti minori ricoveri ospedalieri). Da sottolineare, infine, la diminuzione del tempo di latenza, un calo delle complicanze (30%), una riduzione del consumo di risorse materiali (20%) e, soprattutto, un miglioramento della qualità di vita del paziente. Nello specifico, nel 2009 sono stati seguiti 65 pazienti, 44 nel 2010, 38 pazienti nel 2011 e nell’anno 2012 28 pazienti. Il dato analizzato risulta in calo come valore assoluto perché contestualmente al progetto ECO si è provveduto alla formazione e al coinvolgimento del personale infermieristico dei servizi territoriali, che ha permesso di diminuire gli accessi diretti e implementare quelli domiciliari.

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AZIENDA DIRETTORE GENERALE

Corrado Bedogni
Direttore Generale

REFERENTE

Lucia Mensi
Infermiera Stomaterapista

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