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Buona sanità

2011

Progetto di miglioramento delle modalità di accesso alle prestazioni di laboratorio con incremento dell’efficienza erogativa e della appropriatezza...

Lazio Libro Bianco della Buona Sanità 2011
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Migliorare la produttività diagnostica e aumentare il numero di esami “utili” attraverso la creazione e il potenziamento di una rete di centri prelievi coordinata da un laboratorio ospedaliero centrale. Ci è riuscita l’Azienda sanitaria locale Roma D con un progetto avviato nel 2007 e volto a incidere sulle modalità di accesso alle prestazioni diagnostiche.

L’ASL è intervenuta in un’area cruciale dell’attività clinica: i test di laboratorio hanno un impatto notevole nella gestione dei pazienti, perché influenzano più di due decisioni terapeutiche su tre (70%) da parte dei medici. Un errore anche minimo o lo svolgimento di esami inappropriati e a volte contraddittori non è solo una perdita di tempo per paziente e Azienda, ma può avere effetti gravi sulla diagnosi e quindi sulla cura di una determinata patologia. Senza tralasciare lo spreco di risorse, umane ed economiche.

Di qui l’iniziativa realizzata nella capitale nell’ambito dell’Area della Diagnostica di Laboratorio costituita dalla U.O.C. di Analisi Chimico-Cliniche e Microbiologiche del presidio ospedaliero G.B. Grassi e da 13 Centri prelievi distribuiti sul territorio di competenza della ASL Roma D (Comune di Fiumicino e Municipi XIII, XV e XVI). In particolare, il modello di rete che ha unito i diversi centri prelievo e che ha concentrato il servizio di esecuzione analitica, ha garantito la standardizzazione delle prestazioni e l’efficienza economica delle stesse. L’Azienda ha infatti calcolato che il risparmio annuo derivante dall’esperienza è di 60mila euro.

La produttività interna è stata potenziata con una profonda riorganizzazione che ha previsto la riqualificazione e in alcuni casi la ricollocazione dei centri prelievo. Il piano ha coinvolto anche il personale e le tipologie analitiche che facevano capo a ciascuna struttura, il tutto in funzione di una copertura di turni massima, h24. Parallelamente i medici di base e quelli ospedalieri sono stati raggiunti da una campagna informativa per promuovere un certo livello di appropriatezza delle indagini.

Parte del progetto ha riguardato inoltre l’accoglienza degli utenti nelle aree di accettazione e refertazione, le cui condizioni sono state migliorate attraverso esperienze di formazione e aggiornamento del personale. L’ASL Roma D ha poi provveduto a ricalibrare i parametri utilizzati da un’altra componente chiave del meccanismo: il sistema informatico del laboratorio, reso quindi uniforme tra ospedale, territorio e punti prelievo. In questo modo attraverso la rinnovata struttura informatica è stato possibile non solo lo scambio di dati e risultati, ma anche la standardizzazione dei referti, la classificazione delle prestazioni e la loro rilevazione analitica.

Notevoli i risultati raggiunti oltre al risparmio economico già citato. In primis l’aggiornamento tecnologico del sistema analitico e la riduzione dei tempi di refertazione. Gli utenti hanno inoltre avuto a disposizione nuovi punti di prelievo dislocati sul territorio e sono stati sottoposti meno spesso ad esami inappropriati, grazie alla collaborazione tra medici di reparto, medici di base e dirigenti dei laboratori aziendali che hanno definito protocolli ad hoc per la valutazione della specificità clinico-diagnostica e del livello di appropriatezza delle indagini.

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AZIENDA
  • AUSL Roma D
DIRETTORE GENERALE

Ferdinando Romano
Già Direttore Generale

REFERENTE

Concetta Paparella
Direttore Laboratorio Analisi Chimico-Cliniche e Microbiologiche

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