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Buona sanità

2011

Realizzazione di un Centro di Cure Intermedie

Lombardia Libro Bianco della Buona Sanità 2011
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Creare un Centro di cure intermedie per tutti quei soggetti che non hanno più bisogno di un ricovero in un reparto per acuti ma che non sono però ancora in condizione di essere dimessi per diversi motivi, compresi quelli sociali. E’ partito da questi presupposti il progetto dell’Azienda Ospedaliera “Ospedale Maggiore” di Crema, che nel febbraio del 2010 ha attivato un Centro Cure Intermedie (CCI) di 20 letti in un’ala dell’ex Ospedale S. Spirito di Soncino. L’idea di fondo era quella di ridurre la degenza media nei reparti internistici dell’Ospedale per acuti garantendo al paziente anziano la stabilizzazione delle sue funzioni per una successiva dimissione al domicilio. Va dunque in questa direzione la nascita di una sorta di struttura intermedia, con un’intensità di cura di livello inferiore: permettere il recupero dell’autonomia e dell’indipendenza del paziente e dunque facilitarne il percorso di uscita, consentendo anche i tempi organizzativi necessari alla presa in carico a domicilio dei servizi territoriali. Uno sforzo teorico e interpretativo che nella pratica si è tradotto nella realizzazione di un intero reparto, di una equipe di assistenza e nella predisposizione delle regole organizzative di funzionamento delle relazioni fra la struttura per acuti (Ospedale di Crema) ed il Centro di Cure intermedie. Il progetto, principalmente indirizzato a pazienti anziani pluripatologici dimissibili a domicilio e che non necessitavano di cure riabilitative specialistiche, ha permesso di far ricoverare nel Centro 228 pazienti nei primi 8 mesi (il 60% dei quali non ha avuto bisogno di un re-ricovero), e la saturazione dei posti letto è ora sempre superiore al 90%. Inoltre grazie a questa esperienza vi è stata una riduzione delle degenza media nell’UO di Medicina di circa 2 giorni. Un dato particolarmente significativo che evidenzia la validità di questa operazione emerge anche dalla tipologia di dimissione dal Centro di Cure Intermedie. Oltre un terzo, infatti, dei pazienti (35%) sono stati dimessi al domicilio, mentre circa un quarto sono stati trasferiti ad un istituto di riabilitazione (IDR). Numeri che dimostrano l’utilità di questo livello intermedio di cura, che da un lato conferma il suo ruolo nel recupero del massimo dell’indipendenza e dall’altro fa intravedere anche la sua funzione di ponte verso una sistemazione, quella degli istituti di riabilitazione, che a loro volta lavorano al recupero dell’autonomia del paziente. Inoltre, questo nuovo percorso intrapreso da molti pazienti ha di fatto portato ad una riduzione del conflitto con i familiari. Al momento risulta invece di non facile lettura capire se questi cambiamenti abbiano generato economie rispetto alla situazione precedente, anche se si può ragionevolmente prevedere che  la riduzione della degenza media dei reparti internistici potrà in futuro determinare economie di scala nella organizzazione ospedaliera. Il progetto, che ha avuto un costo annuo di gestione di poco superiore agli 800mila euro (fondi provenienti dalla Regione Lombardia), ha avuto un gradimento del 90% circa da parte degli utenti.

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AZIENDA
  • AO Ospedale Maggiore di Crema
DIRETTORE GENERALE

Luigi Ablondi
Direttore Generale

REFERENTE

Gianfrancesco Fiorini
Direttore U.O. Medicina Generale

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