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Buona sanità

2013

Riabilitazione Disabilità Acquisita

Veneto Libro Bianco della Buona Sanità 2013
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Un danno cerebrale acquisito compromette direttamente le funzioni cognitive, la facoltà di pensare e decidere, il comportamento, le emozioni e la qualità della vita della persona interessata. Ma comporta anche, di frequente, conseguenze per la famiglia, il lavoro, l'integrazione sociale, il tempo libero e l'autonomia individuale. Non sono tanto le conseguenze dei deficit o le disabilità cognitive, ma i cambiamenti riguardanti le capacità decisionali, le capacità di adattamento e l'autocontrollo ad incidere negativamente sul paziente e sui familiari. E’ la consapevolezza dell’esistenza di tutte queste difficoltà ad aver portato la AULSS 21 di Legnago a lavorare ad un progetto riabilitativo socio-sanitario nei confronti di quei soggetti che si trovano ad affrontare una disabilità acquisita causata da un danno cerebrale, fenomeno purtroppo sempre più diffuso. Nasce in tal senso, nell’aprile del 2012, il progetto “Riabilitazione Disabilità Acquisita”, che mira al recupero delle funzioni compromesse, alla reintegrazione sociale e, laddove possibile, alla concretizzazione di una prospettiva lavorativa. Obiettivi quelli di aumentare la consapevolezza della persona sulla propria disabilità, insegnare strategie ed esercizi di compenso per ridurre i deficit cognitivi e/o comportamentali, offrendo se necessario interventi psicoterapeutici di sostegno, sviluppare abilità e strategie per l'esercizio delle attività pre-lavorative e occupazionali e, infine, sostenere psicologicamente le famiglie. Per cercare di attuare al meglio questo percorso, è stato studiato un progetto condiviso dai vari servizi a gestione diretta e/o convenzionata, ed è stato pensato un intervento riabilitativo orientato in direzione dell’ambiente di vita e di relazione della persona, affidando i programmi riabilitativi e socio-educativi ad un soggetto convenzionato (progetto “Una casa per ricominciare”, Cooperativa Sociale “Il Focolare”). E per coordinare le attività dei vari attori coinvolti, anche al fine di garantire il reinserimento nel mondo del lavoro e in quello familiare e sociale, l’Azienda ULSS 21 ha creato un gruppo di lavoro che ha coinvolto i fisiatri, i neurologi, la sezione qualità e le strutture territoriali dell’intera Azienda socio-sanitaria legnaghese.

Stando ai primi dati emersi dal monitoraggio annuale dell’aprile 2013, il progetto ha mostrato risultati in linea con gli obiettivi previsti. Nello specifico la tempestiva presa in carico integrata e personalizzata si è dimostrata un ottimo strumento per ridurre i costi dell’Azienda sanitaria; inoltre evitare i possibili percorsi di istituzionalizzazione ed i relativi costi ha consentito un più efficace reinserimento delle persone anche nel mondo del lavoro. Con questo progetto (8 i pazienti presi in carico) si è poi realizzata una pianificazione anche dell’attività post ricovero. Grazie alla quale nella seconda fase sarà possibile per l’ente ospedaliero non solo agevolare il reinserimento nel contesto sociale dell’utente ma anche rimanere informato sull’evoluzione delle sue dinamiche sociali in modo tale da istituire una ‘tracciabilità’ del cittadino. Da sottolineare, infine, la riduzione delle spese a carico del paziente che, essendo inserito nel progetto riabilitativo individuale e di conseguenza seguito da un’équipe medica multidisciplinare, non ha più l’esigenza di pianificare personalmente le singole visite presso i vari specialisti, con spese spesso tutt’altro che trascurabili.

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AZIENDA
  • ULSS 21 Legnago
DIRETTORE GENERALE

Massimo Piccoli
Direttore Generale

REFERENTE

Margherita Bissoli
Responsabile Disabilità Età Adulta

Daniele Caprara
Responsabile Sezione Qualità

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