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Buona sanità

2013

Scheda personale di terapia farmacologica

Emilia Romagna Libro Bianco della Buona Sanità 2013
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Nel 2007 l’Organizzazione Mondiale della Sanità e Joint Commission lanciarono il progetto “Assuring medication accuracy at transitions in care”, teso a migliorare la continuità delle cure nei passaggi di setting assistenziale. La prevalenza di patologie croniche e multiple, infatti, con correlati trattamenti farmacologici complessi e protratti nel tempo, unitamente a un’articolazione dei percorsi assistenziali in più setting - aveva evidenziato l’OMS - rischiava di acuire i problemi inerenti a una corretta e sicura gestione dei trattamenti farmacologici. I dati, d’altronde, erano lì a dimostrarlo: in alcuni Paesi fino al 67% della storia delle prescrizioni mediche dei pazienti conteneva uno o più errori; errori che fino al 46% si verificavano al momento del ricovero del paziente e della sua dimissione. In sostanza, era la tesi di fondo dello studio, uno strumento che veicoli corrette informazioni sui farmaci che il paziente deve assumere contribuirebbe certamente a migliorare la ricognizione, propedeutica alla riconciliazione delle terapie, garantendo quindi maggior appropriatezza e sicurezza. Seguendo queste indicazioni lanciate dall’OMS e da Joint Commission, la Regione Emilia Romagna, con il supporto del Gruppo di lavoro Rischio clinico da farmaci, ha avviato a sua volta un progetto articolato in tre fasi: 1) Ricognizione delle terapie, con elaborazione della Raccomandazione “La Ricognizione: premessa alla prescrizione”, nel marzo 2010; 2) Riconciliazione delle terapie, con elaborazione della Raccomandazione “Processo di ricognizione e di riconciliazione farmacologica per una prescrizione corretta e sicura”, nel maggio 2011; 3) Scheda personale di terapia, con disegno progettuale definito nel 2012 e realizzazione di esperienza prototipale nell’AUSL di Cesena. La conduzione della terza fase, gestita appunto dall’Azienda romagnola, ha interessato un gruppo di pazienti afferenti all’Ambulatorio dello scompenso cardiaco (pazienti il cui numero di farmaci in assunzione giornaliera variava da 6 a 16) ai quali, dopo debita informazione, è stato proposto l’utilizzo della scheda cartacea (ipotizzandone peraltro uno sviluppo digitale all’interno del Fascicolo Sanitario Elettronico) per un periodo di tre mesi. Nel momento iniziale, il team di progetto ha curato la prima compilazione della scheda, sulla scorta delle informazioni fornite dai pazienti/caregiver, verificate con i medici dell’ambulatorio che li aveva in carico, controllando anche le confezioni dei medicinali in corso di assunzione. Ai pazienti reclutati è stato poi chiesto di aggiornare direttamente la scheda nell’ipotesi di assunzione di altri prodotti o di variazione dello schema terapeutico, ovvero di chiederne l’aggiornamento ai professionisti sanitari che avessero avuto un ruolo nella prescrizione (medici di famiglia, specialisti) o nella dispensazione o somministrazione di medicinali (farmacisti, infermieri). L’esperienza realizzata dall’Azienda romagnola, che ha interessato complessivamente oltre 100 professionisti, si è dimostrata di grande utilità per i pazienti e, ancor più, per i loro familiari o caregiver, dal momento che la complessità degli schemi di trattamento, la scarsa conoscenza delle conseguenze farmacologiche derivanti da assunzioni errate e le non infrequenti difficoltà mnemoniche degli interessati rendono critica una autogestione della terapia. Nello specifico il progetto ha facilitato la ricognizione farmacologica, ha aumentato la sicurezza nella gestione della terapia farmacologica e ha infine favorito una maggiore appropriatezza prescrittiva (il 90% dei pazienti ha mantenuto l’utilizzo della scheda). L’esperienza sarà a breve estesa alle Aziende sanitarie della Regione Emilia Romagna, secondo un graduale percorso di sviluppo.

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AZIENDA
  • AUSL Cesena
DIRETTORE GENERALE

Franco Falcini
Direttore Amministrativo

REFERENTE

Antonio Balotta
Direttore U.O. Geriatria

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