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Buona sanità

2011

Progetto regionale Michelangelo-Prevasc: nuovo modello organizzativo di prevenzione del rischio cardio-vascolare

Lazio Libro Bianco della Buona Sanità 2011
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Prevenzione delle malattie cardiovascolari grazie a un infermiere speciale, “care manager” per la precisione, che accompagni il malato in tutto il percorso assistenziale. È il cuore del progetto Michelangelo-Prevasc avviato nel 2009 grazie a una collaborazione della Regione Lazio, tramite l’Azienda di Sanità Pubblica Laziosanità, insieme a Pfizer e realizzato nell’Azienda sanitaria locale Roma E (ASL RmE) nell’ambito della sperimentazione di nuovi modelli assistenziali della medicina territoriale per la prevenzione cardiovascolare.

In sinergia con il piano regionale di prevenzione attiva del rischio cardiovascolare, l’Azienda sanitaria ha sperimentato in due suoi distretti un modello assistenziale nella gestione dei soggetti a rischio (prevenzione primaria) o già affetti da malattie cardiovascolari (prevenzione secondaria), orientato al coinvolgimento e alla responsabilizzazione dell’assistito. L’iniziativa si è basata sull’introduzione della figura del cosiddetto “care manager”, ovvero un infermiere che segue e motiva il paziente ad aderire alle indicazioni del medico di medicina generale ed eventualmente dei cardiologi del distretto e dell’ospedale. Così l’assistito viene ad esempio coinvolto in modo attivo nella definizione del suo “piano di salute personalizzato”, momento condiviso con il team assistenziale guidato dal medico di medicina generale e costituito dall’infermiere e dal cardiologo.

Un progetto rilevante, considerando che con 13 milioni e mezzo di decessi l'anno nel mondo, per lo più in Paesi a medio e alto reddito come l’Italia, le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte nel mondo secondo le ultime statistiche dell’Organizzazione mondiale della Sanità. L’Oms non a caso ha più volte invitato i Paesi dove le morti per malattie di cuore o diabete crescono rapidamente in pochi anni ad avviare programmi di prevenzione mirati. In Italia, in base ai dati dell’ultimo Piano Sanitario 2011-2013, un italiano su quattro soffre di problemi legati al cuore. Tra le patologie considerate “rilevanti”, il Piano mette al primo posto proprio le malattie cardiovascolari, mentre la spesa per gli interventi cardiochirurgici è stimabile in 650 milioni di euro l'anno, cifra che rappresenta da sola l'1% della spesa sanitaria.

L’esperienza della ASL RmE ha riguardato circa 400 pazienti. Due terzi erano soggetti in prevenzione primaria, cioè in condizioni di salute normali, un terzo già interessato da problemi cardiovascolari. Come risultato del progetto, dal 2011 sono stati avviati tre ambulatori infermieristici nei quali sono confluiti alcuni pazienti arruolati nel Progetto Prevasc in uno dei due distretti coinvolti e di due ambulatori Infermieristici presso il reparto di Cardiologia dell’Ospedale Santo Spirito. Iniziative rese possibili, nonostante il perdurare della carenza di risorse umane conseguente al Piano di rientro regionale, grazie alla razionalizzazione e all’ottimizzazione delle risorse messa in campo per l’implementazione del progetto. Oltre la metà delle prestazioni (54%) erogate negli ambulatori infermieristici distrettuali si riferisce a  patologie come diabete, ipertensione medio-grave e cardiopatia ischemica. Grazie ai momenti di formazione e all’esperienza fatta con il Progetto Prevasc, questi ambulatori offrono anche la possibilità di gestione integrata delle varie tipologie di patologia.

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AZIENDA
  • AUSL Roma E
DIRETTORE GENERALE

Maria Sabia
Già Direttore Generale

REFERENTE

Roberto Ricci
Responsabile Scientifico U.O.C. Cardiologia

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