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Buona sanità

2013

Rianimazione aperta

Marche Libro Bianco della Buona Sanità 2013
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Cure più ‘umane’ ad Ancona dove l'Azienda Ospedaliera Universitaria ha aperto le porte della rianimazione pediatrica per far sì che i piccoli pazienti non siano inutilmente separati dai loro familiari durante il percorso di cura.

Volto a umanizzare la permanenza nella struttura sanitaria, il progetto è stato avviato nel 2009 e rivolto ai pazienti della Rianimazione pediatrica del Presidio Salesi di Ancona, ai loro familiari e gli operatori sanitari della struttura. Un'idea, spiega l'AOU anconetana, nata dalla dimostrazione che non esistono motivi validi che giustifichino la separazione dai familiari dei pazienti ricoverati in Rianimazione. Al contrario si è osservato che mantenere un contatto fisico tra familiare e degente ha un riscontro positivo su entrambi. Da un lato infatti si riducono la frequenza del disturbo post-traumatico da stress e l'incidenza di complicanze come quelle cardiache. Dall'altra i familiari sono incoraggiati ad avere più fiducia nei confronti degli operatori sanitari e, più in generale, è migliorata la relazione di questi ultimi con i degenti.

Prima dell'attuazione dell'iniziativa i familiari dei pazienti potevano restare accanto ai loro cari soltanto per un massimo di 45 minuti-un'ora al mattino e altrettanto il pomeriggio, un intervallo di tempo giudicato insufficiente e che è stato poi esteso. Componenti del gruppo di lavoro responsabile dell'attuazione del progetto sono stati nominati un dirigente medico della Struttura organizzativa dipartimentale (SOD) di Anestesia e Rianimazione, il responsabile dell'Ufficio relazioni con il pubblico del presidio Salesi, lo psicologo di stanza al presidio e il dirigente della direzione medica di presidio.

L'apertura della Rianimazione, alla quale in fase di programmazione e finanziamento ha contribuito anche la Fondazione Onlus Salesi “Un ospedale per i bambini”, è stata preceduta da un corso di formazione mirato per il personale che ha contribuito a inquadrare l'iniziativa nella giusta cornice. Un corso è stato indirizzato a tutto il personale del reparto, mentre a un gruppo di operatori è stata data l'opportunità di un'esperienza ‘sul campo’ presso una Rianimazione aperta. Sulla scorta dell'esperienza e delle indicazioni dei consulenti che hanno partecipato al corso, estrapolate anche dalla letteratura internazionale sull'argomento, sono state stabilite precise regole indirizzate sia agli operatori sia ai familiari dei degenti. A questo punto sono state studiate le modifiche necessarie da apportare alla struttura, si è ritenuto necessario fornire un supporto psicologico per gli operatori nella nuova situazione e attuare un monitoraggio permanente dell'evoluzione del progetto da parte di una Commissione di controllo composta da membri dello staff che nel corso di incontri semestrali hanno esaminato le criticità emerse e proposto soluzioni. Nel 2011 è stato somministrato al personale un primo ‘questionario di soddisfazione’. Nel corso degli anni le regole stesse di apertura della Rianimazione sono state aggiornate in base all'esperienza maturata.

Il progetto dell'AOU di Ancona si richiama ai principi stabiliti dalla Carta dei diritti del bambino in ospedale, elaborata nel 2008 dall'associazione A fianco dei bambini in ospedale (ABIO) in occasione dei suoi trent'anni di vita. La carta propone un decalogo di diritti spesso disattesi: in primis quello per i bambini di essere ricoverati in appositi reparti pediatrici, ma non solo. Tra gli altri diritti specificati nella carta c'è proprio quello di avere sempre accanto i genitori senza limitazioni di orario, con la possibilità di farli restare in ospedale, e ci sono poi la garanzia di un'assistenza pediatrica 24 ore su 24 e la possibilità di giocare e studiare.

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AZIENDA DIRETTORE GENERALE

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Già Direttore Generale

REFERENTE

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Direttore Sanitario

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