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Buona sanità

2013

Banca del Latte Umano Donato di Bologna

Emilia Romagna Libro Bianco della Buona Sanità 2013
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Assicurare latte umano sicuro ai neonati prematuri: è l'obiettivo primario di un progetto avviato all’Azienda Policlinico Sant'Orsola e all'Ospedale Maggiore di Bologna con una Banca del Latte Umano Donato (BLUD) in collaborazione con l'Azienda Granarolo.

L'iniziativa ha fatto sì che da febbraio 2013 tutti i neonati con peso inferiore a 1.500 grammi ricoverati nelle Unità di Terapie intensive neonatali (UTIN) dei due ospedali bolognesi – in media circa 110 all'anno complessivamente – ricevono esclusivamente latte umano, della propria madre o proveniente dalla BLUD. Così è stato eliminato l'utilizzo di latte artificiale per i prematuri con un potenziale miglioramento di importanti indicatori clinici. L'utilizzo del latte umano, spiega l'AOU di Bologna promotrice del progetto, rappresenta un vantaggio per il neonato prematuro in quanto riduce il rischio di complicanze come l'enterocolite necrotizzante e la sepsi. In più accelera i tempi di raggiungimento dell'alimentazione enterale esclusiva. In assenza del latte della propria madre è utile l'utilizzo di latte donato da altre madri, ma questo non può avvenire senza l'attivazione di una Banca del Latte che lo renda sempre fruibile e soprattutto sicuro grazie al rispetto di procedure rigorose.

L'idea di costruire una Banca del Latte Umano è stata proposta dal personale medico della Terapia intensiva neonatale del Policlinico Sant'Orsola. Granarolo ha sposato la proposta e a partire dai primi mesi del 2011 si è costituito un gruppo interno al Policlinico, coordinato da Luigi Corvaglia della UO Terapia intensiva neonatale e neonatologia, e da un gruppo interno a Granarolo coordinato da Fabio Frassanito, direttore di Ricerca e Sviluppo. L'organizzazione si è avvalsa altresì del supporto della Onlus “Il Cucciolo”, che riunisce i genitori di neonati prematuri. Il progetto, che si ispira al Manifesto dei diritti del bambino prematuro, prevede una fase di informazione svolta sul territorio: nei punti nascita, presso i pediatri e i medici di medicina generale e nei corsi di preparazione al parto.

Le potenziali donatrici di latte vengono convogliate, anche grazie alla Onlus, al primo appuntamento con il medico della BLUD, in Pediatria. Qui la donna viene sottoposta ad appositi esami e ad un questionario di selezione. Se idonea viene arruolata come donatrice e viene fornita di tiralatte e biberon da utilizzare a domicilio. Viene fornito alla donatrice anche un sistema elettronico di controllo della temperatura del freezer domestico e una serie di codici a barre su etichette adesive da apporre a ogni biberon prima di congelarlo. Poi il personale di Granarolo contatta la donatrice e si accorda per il ritiro. In questa occasione ogni biberon entra in un sistema di tracciabilità fino all'utilizzo finale. Il latte viene trasportato con un mezzo dedicato, munito di congelatore a -20 gradi centigradi presso il laboratorio della Banca Latte costruito presso la sede di Granarolo a Cadriano. In questa sede il latte subisce i processi di sanificazione tra cui la pastorizzazione e la conservazione.

Il sistema seleziona anche i campioni di latte da sottoporre agli esami microbiologici presso il Policlinico Sant'Orsola. Granarolo effettua invece le consegne in base ai fabbisogni delle due Terapie intensive neonatali. I reparti sono forniti di una postazione dedicata collegata al sistema informatico della BLUD, in grado di ‘caricare’ i biberon nei congelatori di reparto. Al momento dell'utilizzo il codice del biberon viene letto e sulla “work station” compare un ‘semaforo’ che indica l'idoneità o meno del biberon in uso. Tutta la procedura segue un piano HACCP.

La BLUD è entrata in funzione il 2 ottobre 2012 per il Policlinico e da febbraio 2013 anche per l'Ospedale Maggiore. Un'iniziativa di successo, con una grossa eco anche sulla stampa nazionale. Dal mese di maggio 2013 il latte viene fornito anche alla UTIN della AOU di Ferrara.

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AZIENDA DIRETTORE GENERALE

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Già Direttore Generale

REFERENTE

Luigi Corvaglia
Responsabile S.S. Terapia Intensiva Neonatale

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