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Buona sanità

2013

Gestione del catetere venoso periferico

Marche Libro Bianco della Buona Sanità 2013
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I cateteri venosi periferici (CVP) sono dispositivi che permettono di collegare la superficie cutanea con una vena del circolo periferico e sono comunemente utilizzati nella pratica clinica ospedaliera per la somministrazione di farmaci, sangue e i suoi derivati. Negli ultimi due decenni la tecnologia di questi dispositivi è notevolmente progredita e l’attenzione è sempre più centrata sulla prevenzione delle complicanze. Infatti, nonostante i dispositivi intravascolari periferici siano parte integrante dell’assistenza nei vari contesti di cura ospedalieri e territoriali, il loro utilizzo può comportare la comparsa di eventi infettivi locali e sistemici e di conseguenza un aumento della morbilità del paziente e della durata del ricovero. L’accesso venoso periferico costituisce, in sintesi, una potenziale fonte di infezione, sia per cause esogene, quali la colonizzazione della cute delle mani del personale sanitario o il non rispetto delle norme di asepsi durante l’inserimento e la gestione, sia per cause endogene, come la durata del cateterismo, la scelta del sito di inserzione o le modalità di utilizzo del CVP. Per questo oggi una corretta gestione degli accessi vascolari richiede nuove conoscenze, abilità e capacità nella valutazione dei fattori di rischio e nella scelta del dispositivo più idoneo. Va quindi letta in questa direzione la scelta dell’Azienda Ospedaliera di Ancona, che nel maggio 2012 ha dato il via al progetto “Gestione del catetere venoso periferico”, con l’intento di uniformare le pratiche assistenziali rispetto alla gestione dei cateteri venosi periferici e di implementare le raccomandazioni di comportamento clinico e assistenziale aggiornate per garantire un’assistenza di qualità fondata sui principi dell’evidence based practice (EBP).

Il progetto è stato caratterizzato da due fasi principali. La prima ha previsto la realizzazione di un evento formativo teorico/pratico rivolto al personale infermieristico coinvolto nella gestione del catetere venoso periferico. Evento successivamente validato da un test di apprendimento dal quale è emerso come gli infermieri partecipanti abbiano visto aumentare le loro conoscenze in materia di circa il 20%. Mentre la seconda fase del progetto ha previsto la realizzazione di una sorveglianza interna, attraverso l’analisi pre e post evento formativo, per valutare gli esiti della formazione in termini di riduzione di complicanze correlate al posizionamento del catetere venoso periferico. In questa fase, è stato predisposto anche uno strumento di raccolta dati, per documentare la gestione del catetere venoso periferico nelle Strutture operative dipartimentali (SOD) aziendali. Nel complesso si può evidenziare come la realizzazione del progetto abbia permesso di ridurre il gap tra teoria e pratica clinica attraverso la costruzione di ‘check list’ finalizzate a ridurre le infezioni nosocomiali. I risultati raggiunti sono al momento inferiori a quelli attesi, a causa di alcune resistenze al cambiamento e a un deficit di collaborazione, che tuttavia l’Azienda ha saputo affrontare e superare.

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Formazione Profili Sanitari e Sviluppo Professionale

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