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Buona sanità

2013

Primary Nursing: sperimentazione di un modello organizzativo per prendersi cura delle persone mielolese

Marche Libro Bianco della Buona Sanità 2013
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Garantire un'assistenza ad hoc ai pazienti che hanno subito lesioni del midollo spinale. È questo l'obiettivo del progetto di “Primary Nursing” dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Ancona volto alla sperimentazione di un modello organizzativo per prendersi cura delle persone mielolese, puntando allo sviluppo di un'assistenza personalizzata e finalizzata all'integrazione professionale.

Avviato a gennaio 2011 e con termine previsto a dicembre 2013, il progetto coinvolge gli operatori del team multidisciplinare e multiprofessionale afferenti all'Unità spinale per mielolesioni acute dell'AOU “Ospedali Riuniti” e nasce da uno studio sulle mielolesioni realizzato nel 2008 dalla Regione Marche in collaborazione con l'Associazione paratetraplegici delle Marche, l'Osservatorio epidemiologico sulle diseguaglianze dell'Agenzia regionale sanitaria e le Strutture Organizzative Dipartimentali (SOD) di Neurochirurgia dell’Azienda.

L'indagine ha portato alla creazione dell'Unità spinale per mielolesioni acute presso l'Azienda Ospedaliera anconetana ma ha altresì messo in luce che il modello organizzativo assistenziale ‘per piccole équipe’ non garantiva la completa realizzazione della linea progettuale intrapresa, finalizzata a fornire risposte efficaci all'aumentata domanda di assistenza specializzata ed integrata. Di qui la necessità di adeguare il sistema organizzativo e la scelta di adottare il modello del “primary nursing”, che modula l'assistenza infermieristica in modo da attribuire la responsabilità dell'assistenza di ciascun paziente ad un singolo infermiere. Per questo è nato il progetto omonimo che ha portato a una maggiore collaborazione multidisciplinare sul campo e soprattutto a un maggiore livello di soddisfazione dei pazienti assistiti.

L'iniziativa è stata strutturata in diverse fasi. Innanzitutto, una solida formazione sul campo che ha coinvolto attivamente non solo gli infermieri ma anche i medici, il personale di riabilitazione e gli operatori socio-sanitari dell'Unità spinale per mielolesioni acute. Tra i casi esaminati anche quello della Regione Piemonte nell'Unità spinale unipolare di Torino. Successivamente, sono stati elaborati alcuni strumenti organizzativi per il nuovo tipo di assistenza: dalla cartella infermieristica informatizzata alle procedure aggiornate in base ai principi della pratica basata sull'evidenza. Il modello è stato quindi applicato in via sperimentale con una seconda sessione formativa affiancata alla pratica. Questa fase ha coinvolto anche una studentessa del corso di laurea in Scienze infermieristiche dell'Università Politecnica delle Marche che ha realizzato un studio osservazionale sull'esperienza. Infine, anche se il progetto è ancora in itinere (si conclude nel dicembre 2013), è stata comunque verificata la soddisfazione dei pazienti mielolesi – complessivamente risultata positiva – ai quali viene garantito un percorso terapeutico, assistenziale e riabilitativo non più frammentato ma a 360 gradi. La presa in carico del singolo paziente coinvolge un team multiprofessionale dalla fase di accertamento fino alla dimissione e ai successivi follow up.

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