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Buona sanità

2013

Progetto Per.La – Personalizzazione degli orari di lavoro e telelavoro in APSS

Provincia Autonoma di Trento Libro Bianco della Buona Sanità 2013
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Favorire forme di flessibilità degli orari di lavoro e di telelavoro dei dipendenti in maniera tale da garantire un rapporto più bilanciato tra vita lavorativa e vita personale. Supportata da questa convinzione, emersa da uno studio interno realizzato nel 2006, l’Azienda provinciale dei Servizi sanitari di Trento (APSS) ha deciso nel marzo del 2008 di lanciare il progetto “Per.La” sulla personalizzazione degli orari di lavoro, all’interno di una più ampia serie di interventi volti al miglioramento del clima aziendale e conseguentemente del servizio offerto ai cittadini. Obiettivo del progetto, destinato al personale amministrativo, tecnico e sanitario non turnista, quello di migliorare la qualità della vita lavorativa del personale, implementando un sistema particolarmente flessibile che permetta alle persone di organizzare il tempo lavorativo in risposta alle proprie esigenze di conciliazione. Questo in virtù del fatto che l’introduzione di forme di flessibilità, in una azienda come l’APSS, dove circa il 70% di tutti i lavoratori è donna, avrebbe potuto contribuire a mantenere in servizio attivo e continuativo personale che altrimenti sarebbe stato costretto a usufruire di strumenti contrattuali diversi, quali ad esempio il part time o permessi a vario titolo, con conseguenti e possibili discriminazioni per il dipendente e difficoltà nell’organizzazione del lavoro. Per cercare di raggiungere il traguardo prefissato, l’APSS ha sperimentato due misure di conciliazione: “Misura Alfa”, che ha riguardato la personalizzazione degli orari, rinegoziabile dal lavoratore in ogni momento in relazione alle sue esigenze, e “Misura Beta”, relativa al telelavoro, ovvero alla possibilità di svolgere parte dei propri compiti dalla propria abitazione, rimanendo però sempre in contatto con l’Azienda grazie all’ausilio di avanzate tecnologie informatiche. I monitoraggi intermedi e quelli finali della sperimentazione hanno permesso di registrare alcuni risultati positivi sia riguardo alla soddisfazione dei partecipanti che all’impatto sui servizi coinvolti e sull’intero ente. Innanzitutto, è lecito affermare che il progetto ha innescato un cambiamento nella cultura organizzativa, trasformando di fatto le esigenze di conciliazione in qualcosa che è diventato parte integrante della cultura dell’organizzazione. La sperimentazione ha favorito anche la messa in discussione dei singoli e dell’organizzazione innescando processi innovativi e di cambiamento e miglioramento organizzativo, ad esempio rispetto al clima aziendale. Aspetti che hanno contribuito anche ad una diminuzione delle assenze e degli straordinari (-3,4% di assenze per maternità e cura dei figli e -409 ore di straordinario in un anno di sperimentazione), al recupero di ore-lavoro, con il rientro full time di 16 persone di cui 14 donne (circa il 30% dei partecipanti al progetto che avevano il part time), ma anche a un aumento dell’autonomia individuale, della presa di responsabilità e della capacità di trovare/pensare soluzioni. In sintesi l’applicazione di orari differenziati ha permesso all’Azienda di allargare la copertura oraria giornaliera dei servizi, una maggiore presenza di personale in periodi di picco lavorativo e la ridefinizione parziale dei carichi di lavoro e delle procedure attuate. E al tempo stesso ha permesso al personale di responsabilizzarsi e divenire più autonomo nello svolgimento della propria attività lavorativa. Il progetto “Per.La” è stato approvato e parzialmente finanziato dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio.

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