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Buona sanità

2013

Rete regionale Trapianti di rene

Marche Libro Bianco della Buona Sanità 2013
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“Chi salva una vita salva il mondo intero”. Per una volta è forse opportuno partire dalla fine. O meglio dal 21 settembre 2012, quando lo slogan sopra citato comparve su un elegante invito realizzato dalla Regione per celebrare il prestigioso traguardo dei “500 trapianti nelle Marche”. Un appuntamento straordinario, merito in gran parte del prezioso e incessante lavoro compiuto dal Centro Nazionale Trapianti, che in soli 7 anni dalla sua inaugurazione è riuscito a portare la Regione marchigiana ad essere una tra le più attive in Italia in questo settore. Grazie all’alta specializzazione delle competenze sanitarie, alla qualificazione di tutta la rete dei servizi in ogni sua componente sanitaria e sociosanitaria e al forte legame con la comunità e con tutte le espressioni del volontariato, che hanno fornito un contributo fondamentale. Facendo un passo indietro, va ricordato come il progetto (costo annuo di gestione circa 520 mila euro) abbia preso piede per la prima volta nel 2005, quando l’attività di trapianto di rene della Regione Marche, svolta in maniera coordinata con i centri dialisi della Regione, trovò una sede stabile presso gli Ospedali Riuniti di Ancona. Con un obiettivo in testa ben definito: quello di realizzare percorsi per i pazienti da sottoporre a valutazione d’idoneità per il trapianto, follow up a distanza dei pazienti trapiantati e gestione delle complicanze. L’esperienza, accompagnata nel tempo da varie iniziative di formazione (congressi, convegni, eventi formativi, circoli di lettura, incontri settimanali di aggiornamento), si basa sul modello organizzativo “Hub and spoke” centrato sull’Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Umberto I di Ancona e prevede 3 distinte fasi organizzative: 1) Definizione e condivisione con i Centri dialisi dei criteri di idoneità al trapianto; 2) Realizzazione di un software finalizzato alla gestione dei pazienti in lista; 3) Definizione dei criteri di follow up e dell’accesso agli Ospedali Riuniti in presenza di complicanze. Destinatari i Centri Dialisi periferici della Regione Marche ma anche di altre Regioni, come dimostrano le attuali liste di attesa per trapianto di rene e di follow up post trapianto di rene, che vedono pazienti provenienti da Umbria, Lazio, Emilia Romagna, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Da un punto di vista organizzativo, molti sono stati i risultati positivi seguiti all’adozione del progetto: da una drastica riduzione della mobilità passiva per trapianto da donatore cadavere, al contenimento del numero di pazienti in trattamento dialitico fino al sensibile risparmio economico conseguente al fatto che il paziente trapiantato ha un costo minore rispetto al paziente in dialisi. Contemporaneamente si è assistito ad un incremento della produttività, grazie ad un aumento di ricoveri e day hospital e all’uniformità delle procedure di accesso al trapianto. Volgendo infine uno sguardo ai dati, si scopre che il numero dei pazienti sottoposti a valutazione di idoneità all’inserimento in lista è di 800 unità, mentre sono 251 (dato aggiornato a gennaio 2013) i pazienti in lista e 312 i pazienti in follow up.

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Già Direttore Generale

REFERENTE

Giovanni Maria Frascà
Direttore S.O.D. Nefrologia Dialisi e Trapianto di Rene

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