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Buona sanità

2013

Ricerca-Intervento “Umanizzazione delle cure in terapia intensiva”

Umbria Libro Bianco della Buona Sanità 2013
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Negli ultimi anni è stato dato particolare rilievo al tema della umanizzazione delle cure e del rispetto della dignità della persona in terapia intensiva, luogo nel quale, forse, è più acuto il contrasto tra la crescente sofisticazione tecnologica e la frequente incapacità di considerare in maniera adeguata la dimensione umana e relazionale dell’assistenza. Va quindi nella direzione di mettere al centro i bisogni del paziente il progetto dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, che nel febbraio del 2013 ha dato il via alla ricerca-intervento “Umanizzazione delle cure in terapia intensiva”. Obiettivo quello di creare un progetto di “Ospedale Aperto” dove poter incrementare il processo di ‘umanizzazione’ coinvolgendo numerose strutture assistenziali e cercando di rimodellare la loro organizzazione culturale e operativa. La scelta dell’area dove sperimentare è caduta sulla terapia intensiva per acuti, caratterizzata da un’organizzazione lavorativa che prevedeva un accesso limitato (dalle 13 alle 14 e dalle 19 alle 20) ai familiari dei pazienti ricoverati e dove erano presenti una serie di criticità legate al processo di integrazione di due gruppi di operatori sanitari provenienti da precedenti differenti terapie intensive, caratterizzati ognuno da una forte identità storico-professionale. Così, per cercare di cambiare un modello organizzativo ‘complesso’, la strada scelta è stata quella di utilizzare una progettazione integrata di tipo euristico, che pone al centro l’ideazione e l’azione auto-promossa da chi è coinvolto nel cambiamento organizzativo piuttosto che l’adesione ad un progetto definito a priori. Il tutto strutturato attraverso una serie di fasi tipiche: ideazione - azione - progettazione - realizzazione - verifica.

L’implementazione delle prime due fasi ha portato al consenso generale del personale sanitario sul beneficio di avviare il progetto “terapia intensiva”, alla produzione del decalogo “Terapia Intensiva aperta” e allo sviluppo di 3 sottoprogetti di autopromozione di una nuova organizzazione lavorativa e soprattutto all’avvio della fase di apertura pomeridiana della rianimazione. Dalle prime settimane di apertura della rianimazione già si sono registrati diversi consensi e alcuni importanti cambiamenti, a cominciare dalla ottimizzazione delle procedure lavorative distribuite in un arco di tempo necessario per l’esecuzione delle cure e del nursing. Inoltre c’è stata una riduzione della tensione comunicativa tra gli operatori che, conseguentemente, hanno avuto più tempo per il completamento delle procedure e del passaggio di consegne, e una maggiore disponibilità di tempo e di spazio riservato al colloquio quotidiano con ogni gruppo familiare prima dell’ingresso del medico in reparto. Infine, è stato introdotto un briefing clinico mattutino dei medici e del coordinatore infermieristico per la predisposizione dei piani di cura.

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