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Buona sanità

2013

Sistema di Segnalazione e Prevenzione delle Cadute accidentali nell'AOU di Parma

Emilia Romagna Libro Bianco della Buona Sanità 2013
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Anche in ospedale possono avvenire cadute accidentali dei pazienti, anzi sono più frequenti di quanto si immagini per via dell'ambiente non familiare ma anche della patologia o dei trattamenti ricevuti. Ecco perché l'Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma ha stilato una guida apposita per prevenirle, accompagnata da una campagna d'informazione mirata e da un vero e proprio sistema di segnalazione e prevenzione.

Nell'Azienda parmense è stato calcolato che cade almeno una volta in ospedale dal 2% al 12% dei pazienti ricoverati, con costi stimati di circa 50-60mila euro all'anno. Non a caso la prevenzione delle cadute rappresenta un tema della gestione del rischio sul quale è alta l'attenzione sia a livello nazionale, come dimostrato dalla Raccomandazione n. 13 Ministero Salute 2012, sia sul piano della Regione che ha attivato un progetto di ‘rete’ per il confronto delle esperienze realizzate dalle aziende sanitarie dell'Emilia Romagna. Per questo l'AOU Parma è partita a gennaio 2012 con un progetto dedicato e ha istituito il “Gruppo di Lavoro Prevenzione delle Cadute”. Fra i compiti di questo team la definizione di misure di prevenzione e di modalità di gestione del paziente caduto, l'attivazione di un sistema di monitoraggio e l'implementazione di un sistema informativo ad hoc accompagnato da eventi di formazione e comunicazione.

L'analisi del fenomeno è stata condotta fra il 2010 e il 2011 sulla base delle denunce di lesione traumatica trasmesse alla direzione sanitaria, mentre successivamente si è basata sulle schede di rilevazione introdotte ad agosto 2012. Dal confronto del bimestre agosto-settembre è emerso un aumento del 4% delle segnalazioni (17% nel 2010, 16% nel 2011, 21% nel 2012). In seguito al monitoraggio e all'implementazione del sistema informativo e di segnalazione è stato quindi ottenuto il profilo di rischio aziendale individuando le aree di maggiore bisogno, i Dipartimenti maggiormente colpiti e con quali esiti. È stato rilevato che la maggior frequenza di cadute avviene quando il paziente si alza dal letto (47%), mentre per il 13% si tratta di cadute “da posizione seduta” o per “deambulazione senza ausili”. I luoghi più frequenti in cui l'evento si verifica sono la camera di degenza (69%), il bagno (19%), il corridoio (9%). Il 50% dei pazienti era scalzo o aveva scarpe aperte (34%). È stato inoltre possibile definire che all'interno di quattro dei 12 dipartimenti aziendali si concentra circa l'85% di cadute.

Successivamente si è tenuto un audit pilota con alcuni gruppi di operatori che hanno descritto l'evento e le criticità che lo hanno causato. Infine, a tutti i professionisti dell'Azienda è stata consegnata la scheda “Come fare per prevenire la caduta nei pazienti in ospedale” finalizzata a diffondere i contenuti del progetto anche rispetto alle azioni di prevenzione. In tutte le strutture aziendali è stato distribuito un poster per la comunicazione e ai pazienti è stata data una guida informativa. Coinvolti non solo operatori sanitari e pazienti, ma anche le associazioni di volontariato e il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie.

L'esperienza – che si rifà a numerosi standard internazionali, anche dell'OMS – è stata presentata fra le Buone Pratiche Agenas regionali nel 2012. In alcune aziende sanitarie emiliano-romagnole il modello di gestione del “fenomeno caduta” è a regime e si sta lavorando per estenderlo gradualmente a tutte le aziende della regione.

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