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Buona sanità

2013

Tecniche e strumenti del Metodo Lean applicate ai processi diagnostici in Medicina Nucleare

Emilia Romagna Libro Bianco della Buona Sanità 2013
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Riorganizzare il sistema di erogazione di prestazioni complesse di medicina nucleare per dare un servizio migliore ai pazienti e contenere i costi di risorse non necessarie. È l'obiettivo principale di un progetto realizzato nel corso del 2012 dall'Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma e volto all'applicazione di tecniche e strumenti del metodo LEAN ai processi diagnostici di medicina nucleare.

La metodologia LEAN consiste in un sistema di gestione e di miglioramento continuo dell'Azienda fondato sul rispetto per le persone, dai professionisti ai pazienti, e sull'eliminazione degli sprechi e di quelle attività che non danno valore aggiunto. La forza del metodo risiede nella possibilità di far partire il cambiamento da piccoli processi che però hanno un forte impatto sulla gestione quotidiana dell'organizzazione. In ambito sanitario l'introduzione del metodo LEAN non è un'assoluta novità, anzi ha già fornito prove di successo soprattutto in aree di emergenza-urgenza.

È stata la crescente complessità della Diagnostica per Immagini che ha costretto in particolare a ripensare i processi. Focus del progetto dell'azienda parmense è stata una particolare prestazione: la “Tomoscintigrafia miocardica (SPET) di perfusione a riposo o dopo stimolo”, che rappresenta il 52% di tutte quelle erogate presso la struttura complessa di medicina nucleare dell'AOU. Si tratta di una prestazione che può essere eseguita in un'unica giornata o in due giornate differenti, ma in ogni caso il protocollo di acquisizione prevede una doppia somministrazione del tracciante: una sotto sforzo e l'altra a riposo, per differenziare la riduzione di captazione miocardica transitoria (ischemia) da quella persistente. La preparazione all'esame è la stessa per entrambe le somministrazioni: è previsto il digiuno da almeno 4 ore, inoltre nelle 24 ore precedenti il paziente non deve assumere alimenti e bevande contenenti xantine (caffè, tè, pompelmo, cioccolato). Il radiofarmaco utilizzato (Technemibi) viene preparato a partire da una fialetta di prodotto liofilizzato e ricostituito con una soluzione sterile di fisiologica e nuclide radioattivo. L'AOU di Parma ha osservato che la complessità intrinseca di questa metodica e l'organizzazione del lavoro non sempre efficiente hanno comportato la ricostituzione molto frequente di una seconda fiala di radiofarmaco e un conseguente aumento dei tempi di attesa del paziente. Per questo l'Azienda Ospedaliera ha costituito un team multidisciplinare di nove persone con l'incarico di trasmettere prima il metodo e le tecniche per applicare il miglioramento all'equipe e poi di presidiare lo svolgimento del lavoro. Il gruppo di lavoro ha realizzato una mappa dei processi della struttura e individuato possibili punti di ‘spreco’ secondo il metodo LEAN. Essa è stata poi valutata e solo alla fine sono state adottate le soluzioni ritenute più efficaci. Dopodiché è stato avviato un monitoraggio puntuale, con azioni correttive in tempo reale in caso di problemi, e nel corso di 6-12 mesi tutte le modifiche sono state adottate stabilmente standardizzando e semplificando i passaggi con una notevole riduzione degli errori e la diminuzione di tempi dei attesa per i pazienti.

Il progetto è stato oggetto di una tesi di laurea magistrale discussa presso l'Università degli Studi di Milano e la metodologia LEAN è stata estesa ad altre attività diagnostiche della struttura.

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AZIENDA DIRETTORE GENERALE

Leonida Grisendi
Già Direttore Generale

REFERENTE

Livia Ruffini
Direttore Dipartimento Diagnostica per Immagini

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