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Buona sanità

2011

Il progetto di nuovo modello logistico della ASL

Emilia Romagna Libro Bianco della Buona Sanità 2011
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Stop agli errori e agli sprechi nella distribuzione di farmaci in ospedale grazie a un sistema informatizzato. È l’obiettivo del progetto avviato nel 2008 dall’Azienda USL di Piacenza e basato sull’introduzione di un software che permette di seguire tutti i passaggi dei farmaci in nosocomio, dalla prescrizione al momento in cui vengono dati al paziente, impedendo fra l’altro errori di trascrizione o somministrazione.

Su 8 milioni di persone che ogni anno vengono ricoverate negli ospedali pubblici e privati italiani, si calcola che il 4% circa, pari a 320.000 persone, subisce danni più o meno gravi alla propria salute. Gli errori legati alla prescrizione e alla somministrazione di farmaci sarebbero la causa del 20% del totale degli errori che si verificano durante la permanenza in ospedale, mentre secondo recenti studi proprio un sistema basato sulla prescrizione informatizzata permetterebbe di abbattere gli errori in una percentuale compresa tra il 40 e l'83% dei casi. In questo contesto si colloca l’esperienza della AUSL di Piacenza, prevista nel Piano strategico aziendale 2009-2011, che ha deciso di attivare presso l’Unità operativa di Malattie infettive una sperimentazione per la gestione ospedaliera informatizzata del farmaco che prevede l’utilizzo della cosiddetta “dose unitaria”.

L’AUSL dell’Emilia Romagna ha in primis ridefinito il percorso che “segue” il farmaco: dal magazzino nel quale viene stoccato all’Unità operativa che lo utilizza. Poi ha riscritto le modalità di prescrizione e somministrazione del medicinale nelle unità operative ospedaliere (Uo), introducendo nuove soluzioni tecnologico-informatiche che hanno consentito di implementare innovazioni organizzative nel processo. Ridefinite, omogeneizzate e standardizzate anche le logiche di riordino dei farmaci, basate sull’effettivo consumo delle Uo. In questo modo è stato possibile ottimizzare la gestione delle scorte nei reparti, ad esempio riducendo i tempi di approvvigionamento, utilizzando al meglio gli spazi e riducendo sprechi e oneri. Inoltre per lo stesso personale c’è stato un risparmio di tempo nel prescrivere e somministrare la terapia, tempo calcolato in circa due ore al giorno per gli infermieri e poco più di un’ora al giorno per il personale di coordinamento. Senza contare i benefici in termini economici. Nel corso della sperimentazione, durata un paio d’anni, la spesa per i farmaci si è ridotta del 15%.

L’AUSL di Piacenza ha creato in pratica un nuovo modello organizzativo che si basa su una struttura di “singolarizzazione” del farmaco in confezione: la scelta, spiega l’Azienda, è stata di non intraprendere la strada degli investimenti “interni” ma di richiedere che sia un soggetto che abbia una sua struttura per la lavorazione e che fornisca farmaci in monodose. Così facendo, da un lato si è potuto sfruttare la maggior flessibilità che il privato poteva permettersi nella realizzazione o nel reperimento di infrastrutture, e dall’altro si sono evitate le difficoltà che avrebbero potuto nascere per la gestione tecnica e manutentiva di impianti tecnologici molto sofisticati. Tra le novità anche l’introduzione in reparto di “armadi intelligenti” o automatizzati, che hanno consentito lo stoccaggio delle monodosi consegnate e la preparazione della terapia personalizzata all’interno dei reparti di degenza.

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