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Speciale governance/ CARD: "I distretti hanno sempre più bisogno di condivisione e autonomia"

25/05/2018 Area Tematica: Newsletter n°3/2018
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L’invecchiamento demografico ed il miglioramento nella prognosi delle malattie acute hanno acceso i riflettori sulle cronicità, un bisogno di salute che non si esaurisce con l’offerta della prestazione richiesta ma si estende nel tempo. Questa nuova realtà porta alla necessità di adeguare i percorsi di cura a bisogni sempre più variabili multiformi ed estesi al contesto socio-ambientale e pone il problema della sostenibilità del sistema dei servizi. Malgrado l’attenzione dedicata al problema delle cronicità e delle cure di prossimità in relazione a patologie frequenti e croniche e le iniziative da più parti intraprese, l’emergenza continua a crescere su scala nazionale. Un esordio precoce di una patologia ha sempre buone probabilità di trasformarsi in un’alta incidenza cumulativa di più malattie e in un carico di cronicità che si spalma in un lungo percorso di vita della persona.
Nel corso degli anni è sicuramente migliorata la gestione della malattia e dei fattori di rischio. L’azione locale dei Distretti deve essere in linea con le strategie centrali e deve essere implementato con piattaforme di studio per stabilire quali interventi funzionano a livello locale. In tal senso appare quanto mai opportuna la proposta FIASO per una nuova governance del Sistema Sanitario nazionale che vede al fianco del DG aree/gruppi di condivisione formati da diversificati professionisti del territorio capaci di colmare il gap conoscitivo tra i bisogni della popolazione e la programmazione gestionale con l’obiettivo del miglioramento dell’efficacia del servizio sanitario ed il raggiungimento degli obiettivi di salute.
Tale congiungimento è anche a vantaggio dell’empowerment e del rapporto fiduciario con il cittadino. Questo è particolarmente importante sia per il lavoro di un DSB (distretto sanitario di base), sia per il rapporto medico-paziente dei MMG.
Un distretto ha sempre più la necessità di poter gestire in autonomia risorse da indirizzare più agevolmente verso le necessità territoriali. Due sono le classi di vantaggi da una gestione di questo tipo:
1. la rapidità del processo di costruzione di risposte al cittadino
2. il recupero valoriale delle professionalità sanitarie e la tutela da processi di demotivazione e di alienazione dall’oggetto del loro lavoro.
In tale panorama il Direttore di distretto può e deve offrire nuove competenze comunicative e di mediazione diventando parte interattiva di riferimento territoriale e contemporaneamente momento di integrazione decisionale e mediazione con il management aziendale.  
E’ estremamente importante l’introduzione del fondo straordinario per l’innovazione proposto da FIASO, fondamentale per l’obiettivo di una moderna organizzazione del lavoro in vista delle nuove sfide e dei cambiamenti sanitari, sociosanitari e sociali nei quali siamo immersi. Conosciamo bene le importanti carenze strutturali e logistiche e le vetustà presenti nei Servizi a più livelli. In tal senso le Aziende sono tenute a garantire la sicurezza e l’individuazione precoce del rischio nei luoghi lavoro.  Ma contemporaneamente devono orientarsi verso sistemi informativi rapidi, che supportino il management e che consentano una vera integrazione ospedale territorio. Fondamentale è la costruzione operativa dei PDTA e delle UCCP territoriali e un piano progettuale comune e condiviso tra distretti e ospedali che, pur contemplando strade parallele, facciano parte dello stesso processo strategico e clinico. In tal senso investire in piattaforme comunicative informatiche può concretizzarsi sulla distanza in un risparmio significativo e contemporaneamente in una immediata efficienza operativa.

Gennaro Volpe, Presidente CARD (Confederazione associazioni regionali di distretto)

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