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Al Digital Health Summit l’innovazione diviene opportunità per generare valore. Le anticipazioni di Giuliano Pozza, Presidente AISIS

03/10/2019
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Al via dal 9 all’11 ottobre il Digital Health Summit, la tre giorni milanese organizzata dall’Associazione Italiana Sistemi Informativi in Sanità (AISIS), in partnership con NetConsulting cube e GGallery, che pone al centro il modello della Value Based Digital Healthcare. La Value Based Healthcare è un modello che si propone di raggiungere, in ambito sanitario, una migliore qualità per i pazienti controllando i costi, grazie alla gestione del valore basato sugli outcome e all’innovazione continua. L’intervista a Giuliano Pozza, Presidente AISIS

Dal 9 all’11 ottobre a Milano si terrà la II edizione del Digital Health Summit. Quali i temi principali che verranno affrontati nella tre giorni?

Il summit pone al centro il modello della Value Based Digital Healthcare, in cui il paradigma si inverte rispetto al modello tradizionale basato sul controllo dei costi: l’innovazione basata sugli outcome diventa un’opportunità non solo per contenere i costi, ma per generare valore per il paziente utilizzando le migliori risorse possibili. L’evento rappresenta per noi un momento di condivisione, durante il quale ragionare sulla sanità digitale, anche con i più giovani: un hackathon coinvolgerà infatti gli studenti di diverse università, che proporranno soluzioni in tema di innovazione e intelligenza artificiale in sanità.

Come far sì che l’innovazione diventi un’opportunità per generare valore?

L’innovazione, digitale e non solo, è una delle chiavi fondamentali per generare valore. Oggi - per ragioni demografiche, sociologiche, legate alle dinamiche di mercato - assistiamo a un aumento dei costi in sanità, cui non corrisponde però un miglioramento degli esiti per il paziente. Grazie all’innovazione basata sul valore è invece possibile invertire la rotta: raggiungere una maggiore qualità, a costi minori.

Durante il convegno saranno proclamati i vincitori del Premio W.In.E., i cosiddetti “e-leader”.

Si tratta di un premio un po’ particolare, in cui non si riconosce il progetto in sé, ma la capacità del leader digitale che l’ha realizzato, del professionista, cioè, che ha avuto un ruolo di leadership in un programma di trasformazione digitale, riuscendo a cambiare il modo di dare servizi ai pazienti facendo leva sulla tecnologia. E non ci riferiamo solo ai tecnologi, ma anche, per esempio, ai direttori generali, ai medici, a tutti professionisti della sanità in generale.

Lei è presidente di AISIS - Associazione Italiana Sistemi Informativi in Sanità. Quale scopo si propone l’associazione?

AISIS si impegna nella promozione della sanità digitale, da un punto di vista innanzitutto culturale, ma anche organizzativo e tecnologico. Tessere alleanze, con università ed enti come FIASO o CHIME, è per noi fondamentale affinché i sistemi informativi assumano un ruolo strategico nella trasformazione digitale in ambito sanitario, che non deve essere confusa con una mera digitalizzazione dei processi.

Su cosa puntare oggi per sviluppare un sistema sanitario che sia innovativo?

Innanzitutto, sull’aspetto culturale: esiste una correlazione molto stretta fra cultura digitale in senso ampio e sistema sanitario maturo, efficiente ed efficace. Non è un caso che i Paesi con una migliore cultura digitale siano anche quelli che hanno fatto maggiori progressi nell’ambito della sanità digitale. È inoltre fondamentale fare un uso corretto del digitale, che conduce a un risparmio sui costi e a un miglioramento degli outcome. E ancora, è importante implementare un modello di governance che non sia top-down ma partecipativo, e che includa i feedback a tutti i livelli: il paziente, gli operatori sanitari, i professionisti informatici. Solo così è possibile abbracciare il cambiamento. Di questo e di tanti altri temi parleremo al Digital Health Summit (www.digitalhealthsummit.i)

A che punto di questo percorso si trova il nostro Paese?

In questo momento non esiste un modello Italia. Il nostro è un sistema sanitario regionale. I modelli regionali hanno il vantaggio che spesso sono più vicini ai cittadini rispetto ai modelli centralizzati. Però il problema che stiamo vivendo è che viaggiamo a 4-5 velocità diverse, con regioni molto avanti e altre che arrancano. Nelle prime si stanno iniziando a sperimentare modelli basati sul valore, soprattutto nell’ambito della cronicità, dove i costi stanno esplodendo.

Nel 2016 AISIS ha aderito, assieme ad altre associazioni professionali e società scientifiche, al Forum del Middle management delle Aziende sanitarie di FIASO. Qual è il senso della vostra partecipazione al Forum? 

Abbiamo aderito perché crediamo nel facilitare il dialogo fra i vari attori della trasformazione digitale. In questo contesto, riteniamo che il ruolo del middle management delle strutture sanitarie sia fondamentale nel gestire tali percorsi di cambiamento.

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