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Convegno nazionale FIASO "La riforma sulla responsabilità professionale"

Grande successo dell'evento, che ha visto la partecipazione dell'onorevole Federico Gelli

26/05/2017 Area Tematica: Attività istituzionale Tags: Riforma
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“La riforma smuove una situazione che da anni creava cattivi rapporti tra Aziende e professionisti”. Ha affermato il Presidente di Fiaso, Francesco Ripa di Meana, al Convegno nazionale “La riforma sulla responsabilità professionale, portata innovativa della norma e prime analisi di impatto applicativo”. L'evento, organizzato dalla Federazione a Roma lo scorso 17 maggio, ha visto un'ampia partecipazione di diverse figure del mondo sanitario coinvolte direttamente dai cambiamenti normativi introdotti dalla legge. Tra i relatori, anche l’onorevole Federico Gelli, che ha riportato al centro del dibattito il tema della prevenzione, cuore della riforma e della sicurezza delle cure “ora parte costituiva del diritto alla salute”.

“Una giornata di orientamento e di approfondimento, ma anche un’occasione di confronto tra professionisti della sanità, uffici legali, responsabili del rischio clinico, direttori di Aziende sanitarie”, ha dichiarato il direttore di Fiaso Nicola Pinelli, moderatore del convegno insieme a Roberta Volpini, Direttore Amministrativo ESTAR Toscana. Volpini ha sottolineato la capacità della legge di incidere positivamente nel rapporto terapeutico medico - paziente, andando a contrastare gli eccessi della medicina difensiva.

“La presenza di molte persone oggi, in questa sede, testimonia l’importanza dell’argomento trattato”, ha commentato nel suo intervento di apertura Ilde Coiro, Coordinatore regionale FIASO Lazio e Direttore Generale AO Complesso Ospedaliero San Giovanni Addolorata, che ha ospitato l'evento, offrendo una sintesi dei punti principali della riforma. “La legge 24, entrata in vigore il primo aprile, affronta alcuni temi importanti: sicurezza delle cure, responsabilità del professionista sanitario, le modalità dei procedimenti giudiziari aventi per oggetto la responsabilità sanitaria, gli obblighi di assicurazione o di creazione di un fondo di garanzia per i soggetti danneggiati da responsabilità sanitaria” ha ricordato la coordinatrice. Dopo aver sottolineato la portata storica della legge, Coiro ha messo in evidenza anche le problematicità riscontrate dalle aziende nell’applicazione delle nuove norme: “Il termine di 10 giorni per la comunicazione all’esercente dell’instaurazione del procedimento potrebbe creare qualche difficoltà” ha concluso.

Modifiche e miglioramenti alla legge arrivano dallo stesso Gelli, che in un approfondito intervento ha illustrato il contenuto degli emendamenti presentati nell'ambito della manovrina: “Prima di tutto chiediamo vengano unificati i due fondi di garanzia – ha spiegato l’onorevole – quello dei cittadini istituito dalla nuova legge e quello introdotto dalla legge Balduzzi per agevolare la copertura assicurativa dei professionisti sanitari che esercitino in regime libero professionale. Poi dovrà essere precisato che, in base a un principio di ragionevolezza, il limite risarcitorio di rivalsa nei confronti dei professionisti non può superare il triplo della loro retribuzione lorda”. Gelli ha voluto poi fare chiarezza sui punti chiave della riforma.  Dall’adozione delle nuove linee guida, da interpretarsi come “raccomandazioni, strumenti che non possono sostituire l’autonomia del professionista”. Al ruolo dei risk manager, nuovi attori di un “cambiamento culturale che garantirà la presenza di queste funzioni in tutte le strutture”. Una scelta rafforzata dalla secretazione dei verbali e degli atti conseguenti all'attività di gestione del rischio clinico, “che non potranno essere utilizzati a fini strumentali nei confronti dei professionisti” sottolinea Gelli.

Di “cultura del rischio” ha parlato anche Andrea Minarini, Risk Manager della Ausl di Bologna. “Occorrono nuove e più ampie visioni, che facciano gestire la sicurezza nei diversi contesti valutandola con gli occhi del paziente” ha affermato il manager, che ha parlato della necessità di garantire una riconoscibilità di chi gestisce il rischio. Minarini mette l’accento, però, anche sulle difficoltà di linguaggio nel relazionarsi con la parte clinica ed esorta a un cambiamento culturale che passi attraverso una trasformazione dei modelli di gestione del rischio. Una rivoluzione già in corso: “ si sta andando da un approccio reattivo, dove si risponde a ciò che va o potrebbe andare storto, a uno di tipo pro-attivo, nel quale si valutano le azioni in relazione al loro successo, magari introducendo anche un sistema premiante per chi controlla e contiene la sinistrosità” ha affermato il manager. Il modello di gestione dei rischi deve prevederne  la loro individuazione e “il controllo del rischio residuo” ha infine precisato.

La legge assegna all’Istituto superiore di sanità il ruolo di valutare la qualità metodologica delle linee guida. “Raccomandazioni da inserire in un corpus omogeneo”, ha spiegato Primiano Iannone, Direttore Centro Nazionale per l'Eccellenza Clinica, la Qualità e la Sicurezza delle Cure, Area operativa tecnico-scientifica ISS. Un lavoro complesso, secondo Iannone. “Per produrre una linea guida ci vogliono tra i 18 e i 24 mesi”, ha affermato, sottolineando i limiti della produzione di linee guida per patologia, non adatte ad esempio ai malati pluripatologici. L’obiettivo è quindi quello di costruire un sistema omogeneo che riesca, allo stesso tempo, a rispecchiare le diverse esigenze dei pazienti. Il ruolo assegnato all’ISS è fondamentale, ricorda Gelli, perché colma una delle lacune lasciate in eredità dalla legge Balduzzi “che faceva riferimento a delle linee guida, senza introdurre un sistema di riferimento”.

La legge introduce nuovi profili di responsabilità penale, civile e amministrativa. “Interviene sulla difficoltà di Aziende e professionisti a tutelare i diritti, nel momento in cui questi si trasformavano in richieste di risarcimento che mettevano in crisi la sostenibilità stessa del sistema”, ha affermato Francesco Ripa di Meana. “Con la legge si chiarisce invece che l’assunzione di responsabilità contrattuale è dell’Azienda e non si trasmette direttamente ai medici. E’ un onere considerevole per noi – ha aggiunto – ma così si fa chiarezza definitiva sul rapporto di natura contrattuale tra il cittadino e l’Azienda sanitaria, chiamata a rispondere direttamente o attraverso le assicurazioni in caso di risarcimento”. Di responsabilità civile e di gestione delle richieste risarcitorie ha parlato l’avvocato Marco Lovo, che ha posto l’accento sul “meccanismo di traslazione del rischio attivato dalla legge, con una canalizzazione della responsabilità nei confronti della struttura”. Responsabilità amministrativa e azione di rivalsa sono al centro dell’intervento dell’avvocato Maria Rosaria Russo Valentini che ha messo in evidenza la portata innovativa della legge. La riforma introduce “un chiarimento essenziale in ordine al ruolo della giustizia civile e della Corte dei conti per evitare sovrapposizioni profondamente ingiuste” ha spiegato l’avvocato, che ha sottolineato l’importanza di nuovi strumenti, quali la conciliazione obbligatoria. “Un’incentivazione all’uso della consulenza tecnica preventiva per evitare inutili lungaggini di cause, consentendo a tutti di difendersi e di portare il proprio contributo per l’accertamento della verità” ha commentato. “Il penale viene spesso usato come leva strumentale per ottenere il risarcimento del danno”, è la denuncia di Vittorio Manes professore ordinario di diritto penale all’Università di Bologna, che ha dichiarato: “Questa legge compie una scelta radicale, perché sceglie di ridurre il ruolo del diritto penale, mettendolo in seconda linea rispetto innanzitutto alla responsabilità civile della struttura.”

Secondo il presidente di Fiaso, “si tratta ora di istituire un percorso che garantisca il tentativo di conciliazione per arrivare il più rapidamente possibile al giudizio, con parametri predefiniti sull’entità dei risarcimenti che hanno ancora bisogno di un decreto. C’è una certa paura di non essere all’altezza, ma il livello di semplificazione che potremmo raggiungere è alto e quindi – ha concluso Ripa di Meana – nel medio periodo le Aziende potranno averne grande beneficio”.

La riforma interviene anche nei rapporti tra mondo aziendale ed assicurativo, “che dovranno essere centrati su una forte collaborazione”, ha spiegato Uberto Ventura, Consigliere delegato della società di consulenza e brokeraggio Willis Towers Watson. “La conoscenza analitica del rischio favorita dalla legge – ha spiegato Ventura – avvantaggia chi decide di gestirlo in autonomia ma anche chi lo esternalizza, aiutandolo a capire quanto rischio cedere e a quale costo”.

Le slide del convegno sono scaricabili dalla pagina dell'evento

Nella sezione TV Fiaso sono disponibili le video interviste ai relatori e la registrazione integrale degli interventi

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