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Minicucci, le carenze di personale sono un dato di fatto, presto un position paper di FIASO

Le dichiarazioni delle Ministre Grillo e Bongiorno

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“La riduzione del numero di medici del SSN negli ultimi dieci anni è un dato di fatto ed è solo in parte fisiologica”. Anna Maria Minicucci, Vice Presidente FIASO, aggiunge nella intervista rilasciata a DoctorNews33 (http://www.doctor33.it/politica-e-sanita/carenza-medici-fiaso-resta-fenomeno-grave-urgono-iniziative/) che non tutto il personale medico perso dal sistema sanitario nel corso degli ultimi anni sarà, ragionevolmente, reintegrato. Minicucci, che guida il Gruppo di lavoro sulle politiche del personaledellaFederazione, cita i dati della indagine FIASO del 2018 che stima in 54.000 i medici che usciranno dal SSN entro il 2022. Una parte di essi non sarà reintegrata perché frutto delle riorganizzazioni della offerta di cure coerente con la necessità di adeguarsi al parametro di 3 posti letto per acuti per 1.000 abitanti stabilito dalle norme vigenti. Questa situazione è ulteriormente complicata, per le Regioni che hanno affrontato un piano di rientro, dal blocco del turn over. “Con il rientro dal deficit di alcune regioni meridionali - prosegue Minicucci- gli ospedali del Sud possono tornare a bandire concorsi e questo manda in sofferenza al Nord strutture che contavano di assumere, come avvenuto finora, personale privo di prospettive al Mezzogiorno. Visto l’ulteriore potenziale impatto dei pensionamenti a Quota 100, sulla questione delle carenze di personale FIASO sta predisponendo un position paperche esamina i possibili rimedi e formula proposte da mettere a disposizione delle istituzioni”. Sullo stesso tema la Ministra della Salute Giulia Grillo ha dichiarato su Facebook che“Per azzerare l’imbuto formativo e affrontare efficacemente l’ereditata carenza di medici specialisti, tutti gli attori devono far squadra: Stato e Regioni possono concorrere a ripensare in un nuovo contratto il ruolo del medico specializzando, garantendo sia la formazione che un importante potenziamento di cui oggi i nostri servizi sanitari hanno bisogno”. La Ministra è convinta, infatti, che sia utile ragionare su un unico canale formativo, garante di omogeneità ma anche dinamismo e flessibilità per tutti i nostri giovani professionisti, guidati e supervisionati nel percorso dall’ Università, inseriti in reti formative ampliate con un più ampio e maggiore coinvolgimento delle strutture SSN. Il medico in formazione – ha proseguito - , pur non potendosi considerare sostitutivo del personale strutturato, è pur sempre un professionista e non un semplice studente. Ritengo opportuno che via via che le competenze, necessariamente da certificare, siano apprese, queste possano consentire a questi professionisti di contribuire in un contesto regolato, legale e trasparente, all'erogazione delle prestazioni nel nostro servizio sanitario. In tanti Paesi europei – ha concluso - è già così: per quale motivo i giovani medici italiani dovrebbero essere considerati eterni studenti? Sono forse da meno? Tanti giovani su cui abbiamo investito sono oggi costretti a fuggire in quei Paesi per via dell’imbuto formativo e proprio lì iniziano a lavorare e formarsi, giustamente valorizzati e retribuiti, come i loro colleghi stranieri”. Infine, la Ministra della pubblica amministrazione Giulia Bongiorno ha precisato ieri, nel corso del Question timealla Camera (https://documenti.camera.it/leg18/resoconti/assemblea/html/sed0155/stenografico.pdf), che i parametri che fissavano limiti alla spesa pubblica per il personale entro il tetto di quanto speso nel 2004 saranno presto eliminati con un Decreto Legge di prossima approvazione in Consiglio dei Ministri. Secondo la Ministra le carenze di personale medico non sono state originate dalla entrata in vigore diQuota 100, “bensì dalla scelta operata dai precedenti Governi di imporre agli Enti del Servizio sanitario nazionale il contenimento, fino all’anno 2020, delle spese di personale entro il limite della spesa sostenuta nel 2004, ridotta dell’1,4%”. Di qui la decisione del Governo di inserire nel D.L. n. 4/2019 (Decreto Quota 100) una norma che consente agli Enti sanitari di conteggiare, ai fini delle assunzioni, anche le cessazioni in corso d’anno. A breve il Governo varerà un Decreto Legge per la eliminazione definitiva dell’obbligo di rispettare il tetto di spesa relativo al 2004.

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