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Indennità accessoria agli operatori di pronto soccorso, Migliore: “Giusto riconoscimento all’impegno di chi è in prima linea”

Nell’ultimo mese 15 aggressioni, è necessario accelerare la stipula di protocolli operativi per la sicurezza con le forze di polizia

08/11/2021 Area Tematica: Comunicati Stampa
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“L’indennità accessoria da aggiungere alle retribuzioni di chi è in prima linea, annunciata dal Ministro della Salute Roberto Speranza, rappresenta un giusto riconoscimento dell’impegno svolto in corsia dai professionisti dell’emergenza-urgenza e un concreto incentivo per il personale a scegliere e a rimanere nei reparti di pronto soccorso dove c’è più bisogno. Oltre all’indennità, servono anche interventi di prevenzione e di deterrenza delle aggressioni, con protocolli operativi per la sicurezza del personale sanitario da adottare in sinergia con le forze di polizia”. Così Giovanni Migliore, Presidente della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere ha commentato la proposta avanzata nelle ultime ore dal Ministro Speranza.

“I pronto soccorso sono da sempre la trincea degli ospedali – prosegue Migliore -. Qui arrivano le emergenze da gestire, transitano le ambulanze a sirene spiegate, arrivano i pazienti più gravi. Dai pronto soccorso passano ogni giorno migliaia e migliaia di casi che sottopongono gli operatori a un carico di lavoro e di stress non indifferente. A questo bisogna aggiungere gli episodi di violenza e di insofferenza che si verificano sia nelle grandi città sia nei centri di periferia. Solo nell’ultimo mese abbiamo contato 15 aggressioni ai danni di medici, infermieri e operatori sanitari in servizio nei pronto soccorso italiani. Il più eclatante è stato il blitz no vax all’Umberto I. Ma le violenze si susseguono quotidianamente da Pesaro a Pozzuoli, da Vittoria a Trento, passando per Prato, Cerignola, Lucca, solo per citare gli ultimi casi”.

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