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Il 12 settembre al via ad Ancona il XII Congresso nazionale SIMM. L’intervista al Presidente Altini

Il Convegno intitolato “Più anziani, più sani” affronta il tema della cronicità, condizione che riguarda oggi il 40% degli italiani

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Giovedì 12 e venerdì 13 settembre si terrà ad Ancona il XII Congresso nazionale della Società Italiana Medici Manager (SIMM), dedicato quest'anno uno dei temi più rilevanti che la sanità si trova ad affrontare oggi: la cronicità. In vista del convegno - al quale anche FIASO sarà presente, con un intervento del Direttore Nicola Pinelli su “Formazione e competenze professionali nella gestione del paziente affetto da malattie cronico-degenerative” (venerdì 13, ore 9) - abbiamo intervistato Mattia Altini, presidente SIMM e Direttore sanitario dell’Istituto Tumori della Romagna IRCCS.

Presidente, il XII Congresso nazionale SIMM si intitola “Più anziani, più sani” e avrà come filo conduttore la cronicità. Da dove nasce la necessità di affrontare questo tema oggi?

Le malattie croniche, solo nel 2018, hanno riguardato il 40% dei cittadini italiani, vale a dire 24 milioni di persone, e di questi si stima che 12,5 milioni siano affetti da multi-cronicità. Numeri destinati a crescere, che impongono dunque una riflessione rispetto al tipo di risposta, che sia sostenibile per il Sistema Sanitario Nazionale. Nel corso del convegno indagheremo tre ambiti: la prevenzione e la presa in carico della cronicità, avvalendoci del contributo attivo del paziente nel programma di cura; le sfide che la cronicità pone al Sistema Sanitario Nazionale, dal punto di vista dei pronto soccorso, dell’assistenza domiciliare, delle nuove tecnologie, dei modelli economici e dell’impatto sui costi; e gli strumenti messi a disposizione dall’organizzazione per una migliore gestione della cronicità.

Quali sono gli approcci innovativi proposti da SIMM per la gestione della cronicità?

Fra gli approcci proposti, quelli che riteniamo prioritari sono due: il coinvolgimento del paziente, attraverso un’alleanza terapeutica con chi vive il percorso di cura, che riesca a portare alla luce i punti di debolezza che il sistema non riesce a evidenziare nel suo modello organizzativo. E la tecnologia, capace di mettere in comunicazione il cittadino con il caregiver e il professionista.

Lei è Presidente di SIMM, Società italiana medici manager. Quali sono gli obiettivi che si propone l’organizzazione? E a che punto siete del vostro percorso?

La Società ha una storia lunga dieci anni e gli ultimi due hanno segnato un momento di ripartenza: c’è una grande energia e un grande impegno da parte dei tanti giovani preparati che aderiscono a SIMM. 

Fra i nostri prossimi obiettivi, il principale riguarda l’apertura della Società a tutti i professionisti della salute, e non solo ai medici: ingegneri, controller, pianificatori strategici, informatici. Riteniamo infatti che il management sia multidisciplinare e che osservare la realtà da un unico punto di vista sarebbe riduttivo. La seconda sfida riguarda l’alleanza fra questi professionisti e il management, in un’ottica di una migliore gestione del lavoro e della sostenibilità del sistema.

Oggi è importante che anche i medici sappiano utilizzare gli strumenti del medical management. Quali sono secondo lei le competenze che un manager nell’ambito della sanità dovrebbe avere? E quali i percorsi per preparare i medici, se necessario, all’acquisizione di capacità manageriali e di leadership?

La gestione del personale, innanzitutto. Si pensi, per esempio, a un chirurgo, un ottimo chirurgo, cui viene chiesto di gestire un’équipe di 20 colleghi. Competenze che non si acquisiscono, di certo, alla Facoltà di Medicina o alla Scuola di Specialità. Ecco perché è fondamentale creare luoghi nei quali professionisti mettano le proprie esperienze a disposizione delle nuove generazioni, dove la leadership possa essere appresa da un punto di vista teorico, ma anche messa in pratica.

In secondo luogo, la gestione dei costi, l’analisi dell’attività di valore. Tutte sfide di conoscenza che non sono intrinseche nel percorso formativo di questi professionisti.

Dal 2016 SIMM ha aderito, assieme ad altre associazioni professionali e società scientifiche, al Forum del Middle management delle Aziende sanitarie di FIASO. Qual è il senso della vostra partecipazione al Forum? 

Noi crediamo moltissimo nel middle management, quel livello intermedio che si pone fra l’ambito operativo e quello prettamente strategico, capace di aiutare la linea strategica ad acquisire tutte le informazioni e a trasferirle, attraverso la gestione del personale, permettendo il raggiungimento dell’obiettivo. Questo livello “interpretativo” può essere la vera chiave di successo delle organizzazioni.

Maggiori info sul Congresso sul sito FIASO o su www.medici-manager.it.

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