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Inaugurata a Bari la terza edizione del Forum Mediterraneo in Sanità

19/09/2019
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Inaugurata ieri 18 settembre, a Bari, la terza edizione del Forum Mediterraneo in Sanità, l’appuntamento annuale che nasce dalla necessità di riflettere sui cambiamenti che stanno investendo la sanità italiana e di proporre soluzioni, con uno sguardo privilegiato alle regioni del Sud. 

Ad aprire i lavori Giovanni Gorgoni, direttore generale dell’Aress Puglia. “Abbiamo scelto il tema delle disuguaglianze di salute - ha spiegato -. Il più allarmante tra i dati presentati è la  presenza di disuguaglianze fra le regioni del Sud e quelle del Nord, non solo di natura economica, visto che il vero limite è quello delle differenze rispetto al capitale umano”. Differenze che - ha proseguito - non possono essere colmate in poco tempo, perché “per fare un buon infermiere o un buon medico occorrono anni” (guarda l’intervista video).

All’inaugurazione è intervenuto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che ha sottolineato la necessità di “risalire la china nella quale la sanità del Mezzogiorno era caduta non solo per sue responsabilità, ma anche per una sottocapitalizzazione sia del capitale umano che del capitale finanziario. Quando la sanità pugliese mi è stata affidata era in condizioni molto gravi. - ha proseguito -. Oggi sta migliorando sensibilmente: questo non significa che stiamo cominciando a giocare in serie A o che stiamo andando alle olimpiadi o ai campionati del mondo. Stiamo faticando moltissimo e stiamo combattendo reparto per reparto” (guarda l’intervista video).

Durante il Forum si è discusso anche di un temi molto specialistici come l'importanza delle informazioni per la corretta gestione delle infezioni correlate all'assistenza. “Together, tutti insieme”. Così ha esordito Giorgio Tulli, componente del Comitato Scientifico Forum Risk Management. "Solo mettendo in campo le forze di tutti possiamo arrivare a dei risultati. Il tema delle infezioni è un tema tragico per il nostro Paese che ci fa cadere in una situazione di profondo rosso per la presenza di batteri resistenti alle attuali medicine. Nel 2050 si morirà più di infezioni che di malattie come il cancro o il diabete. I rimedi ci sono  e sono da ritrovare nel monitoraggio dei dati, nella riorganizzazione microbiologica delle regioni, nella semplificazione dei sistemi. Servono regole, ospedali sicuri e uno stile di vita giusto”.

Al Forum è stato affrontato inoltre il tema del legame fra scuola, sport e disabilità, che dovrebbe essere un’opportunità per i giovani affetti da disabilità. E si è discusso anche dei rischi che una scarsa attività fisica può comportare, che si riflettono anche sui costi sociali e finanziari. 

È possibile pensare a servizi sanitari omogenei per tutti? È la domanda cui si è tentato di rispondere nel corso dell'incontro “Il privato per le reti cliniche integrate e di valore – l’alleanza necessaria contro la sanità diseguale”. “Assolutamente sì - ha dichiarato Giovanni Bissoni, membro del comitato scientifico di Forum Risk Management -. Perché, se vogliamo salvare il servizio sanitario sociale, dobbiamo fare un cambio di marcia: siamo alla presentazione del piano liste di attesa e le regioni del Sud devono valutare gli effettivi bisogni assistenziali e la capacità di offerta in modo che si possa puntare su un piano puntuale che non preveda tetti di spesa che bloccano lo sviluppo peggiorando i servizi. Viviamo una fase molto delicata del servizio sanitario nazionale: c’è stata una sottovalutazione delle difficoltà che stiamo affrontando”. 

“Bisogna puntare a un doppio obiettivo: garantire la continuità delle cure da un lato e la protezione dei dati dall’altro – ha affermato poi Enrico Desideri, Presidente della Fondazione Sicurezza in Sanità -. Ho dato vita a una community per il governo dei dati basata su linee uniformi con cui declinare i principi del regolamento UE nei vari contesti socio-sanitari solo ed esclusivamente per tutelare i pazienti. Ad oggi hanno aderito tra gli altri ALTEMS dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, il Dipartimento di Ingegneria informatica e gestionale dell’Università Sapienza, la Direzione generale Vigilanza e Sicurezza del Ministero della Salute e l’Osservatorio Innovazione digitale in Sanità del Politecnico di Milano”.

Leggi il comunicato stampa

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