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Lean Health Award, cinque Dg a confronto al webinar sulla riorganizzazione dei modelli ospedalieri

A. Tanese, P. Bordon, P. Petralia, G. Migliore ed E. Porfido raccontano la gestione delle Aziende sanitarie nelle fasi 1 e 2 dell'epidemia

26/06/2020
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Flessibilità organizzativa, lavoro di squadra, innovazione digitale, integrazione ospedale-territorio. Sono queste le peculiarità che hanno caratterizzato la gestione delle Aziende sanitarie italiane nelle fasi 1 e 2 dell’epidemia da Covid-19. Ne hanno discusso cinque direttori generali di importanti Aziende ospedaliere del Paese nel corso del webinar “La riorganizzazione dei modelli ospedalieri” organizzata da Lean Health Award giovedì 25 giugno: Angelo Tanese, della Asl Roma 1; Paolo Bordon, dg in uscita dalla Apss Trento, appena nominato a capo della Azienda Usl di Bologna; Paolo Petralia, dell’Ospedale Gaslini di Genova; Giovanni Migliore, del Policlinico di Bari ed Eugenio Porfido, dg della Asst Valle Olona.

A introdurre il dibattito - moderato da Nicolò Pestelli, di Telos Management Consulting - è stato Nicola Pinelli, Direttore FIASO, che ha posto l’accento sull’importanza della managerialità nella gestione del Covid e sul valore dell’approccio Lean come supporto per ripensare l’assistenza sanitaria ospedaliera e territoriale: “La stagione del Covid ci consegna un sistema con maggiore bisogno di managerialità. Abbiamo assistito in pochi mesi a trasformazioni delle quali parlavamo da decenni, con progressi assai lenti. Ora dobbiamo riuscire a mantenere questa lava incandescente, continuare ad assicurare tutta l’innovazione della quale il sistema ha necessità, proseguire e progredire a ritmi serrati sulle tante strade intraprese. Il Lean può aiutarci in questo percorso, è uno strumento importante a nostra disposizione, e proprio per questa ragione FIASO ha deciso di dar vita ad un Osservatorio nazionale sul tema, che ci consenta di avere costantemente il polso della situazione e contribuire alla conoscenza e alla diffusione delle esperienze di successo che applicano questa metodologia”.

I dg hanno enfatizzato l’esigenza di rapidità assoluta imposta alle loro decisioni dall'emergenza. E tutto ciò “è stato possibile perché si è abbandonato un modello di organizzazione a silos in favore di uno più flessibile, trasversale”, spiega Bordon. “Ma anche grazie al grande lavoro di squadra svolto dai professionisti - medici, operatori sanitari, tecnici, amministrativi, operai - che si sono messi completamente a disposizione, impegnandosi per una causa comune”. Secondo Bordon “Il valore della risposta territoriale è un’eredità che ci lascia questa emergenza, che non dobbiamo dimenticare ma consolidare rispetto agli scenari futuri”.

Per Tanese, “la forte tensione verso il risultato ha portato a cambiare molto rapidamente il modo di lavorare. Nelle situazioni di emergenza il sistema, anche grazie al management, ha dimostrato grande flessibilità”. Ma anche di saper creare un connubio perfetto tra le diverse professionalità: “La pandemia ci ha insegnato che nessuno può fare a meno degli altri: a livello aziendale, interaziendale, regionale, nazionale abbiamo fatto squadra, siamo stati flessibili e dunque capaci di dare risposte tempestive”, ha proseguito Petralia, suggerendo a questo proposito l’espressione “integrazione di sistema” o “sistema di rete”.

Migliore ha sottolineato come “l’emergenza abbia imposto di tornare alla vera natura dell’Azienda: ci ha restituito la necessità di dover affrontare le situazioni e decidere. Ci è stata riconosciuta una grande professionalità: occorre adesso rivisitare gli strumenti normativi attraverso un’attenta disamina delle necessità attraverso il confronto con le diverse componenti delle aziende”.

La difficile esperienza dell’epidemia ci lascia in eredità un importante insegnamento: “imparare a fare bene sempre, anche nelle situazioni di normalità e non solo in emergenza, per rispondere alla mission fondamentale dell’Azienda: è nostra responsabilità dimostrare che ciò che siamo stati in grado di fare rapidamente in emergenza ci darà lo slancio per continuare a farlo anche in futuro”, ha concluso Tanese.

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