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"Serve uscire dalle logiche competitive per fare del privato un'opportunità", l'articolo del Presidente FIASO su Forward

15/01/2021
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di Francesco Ripa di Meana

Da più di vent’anni lavoro nel management pubblico in sanità. Pertanto il mio è un punto di vista abituato a considerare le opportunità dei processi senza giudizi precostituiti, cercando di individuare al loro interno relazioni che possano rappresentare una spinta potenziale al miglioramento e all’innovazione.

C’è privato e privato

L’espressione ‟sanità privata” richiama prima di tutto l’aumento dei consumi privati in Italia con dinamiche di crescita e di finanziamento provenienti prevalentemente dall’out of pocket che destano preoccupazione. Dinamiche che però sono in linea con lo scioglimento di un sistema rigido, frutto di decenni di storia, messo in difficoltà dall’atteggiamento culturale dei singoli cittadini nel voler avere accesso a trattamenti ed esami diagnostici spesso inappropriati, in uno scenario nel quale spetterebbe al pubblico, e non al privato, il ruolo di regolazione e orientamento della domanda, distinguendo ciò che è utile alla tutela della salute da ciò che non lo è.

Qui si vuole riflettere più specificamente sul ruolo dell’offerta privata e, al suo interno, su quella accreditata, finanziata prevalentemente dal Servizio sanitario nazionale (Snn). Una riflessione iniziale riguarda i diversi profili degli erogatori privati accreditati: da un lato ci sono quelli con elevata dotazione professionale e tecnologica, in genere assimilati, a mio parere impropriamente, alle cosiddette ‟eccellenze”; dall’altro c’è chi vive solo a ridosso del pubblico, a volte con modesta operosità ma con grandi numeri, specie a livello socio-sanitario. Infine c’è chi vive di atteggiamenti opportunistici, o addirittura truffaldini, che a volte hanno trovato nella debolezza dei controlli e nella ‟generosità” di sentenze o arbitrati un modus operandi che ha finito per rappresentare una zavorra per l’intero sistema. È necessario, quindi, fare una scelta netta, cercando alleanze con i primi e i secondi, ma chiarendo agli altri che nel perimetro del Ssn c’è spazio solo per chi rispetta gli standard e le regole contrattuali e che l’obiettivo principale del rapporto con il Ssn deve essere la sua tenuta quali-quantitativa come pilastro del diritto costituzionale alla salute.

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