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Pubblicazioni

Giugno 2009

Misurare e valutare l'integrazione professionale e la continuità delle cure

Risultati dal Laboratorio di Ricerca

Abstract:

La continuità dello stato di salute delle persone e di gruppi di persone, come nel caso della “medicina di comunità o dell’igiene pubblica”, non può e non ha mai trovato continuità nell’offerta di servizi di tutela della salute. La percezione di un bisogno di salute (in presenza di una sintomatologia evidente e conclamata o di fronte a situazioni asintomatiche di malessere duraturo) e la richiesta di atti idonei a ricercare le cause di tali situazioni, diagnosi, cura, riabilitazione sono eventi discontinui.

Il tema del rapporto tra “specializzazione” e “considerazione unitaria e complessiva” della persona che ha esigenze di salute è aperto sul piano scientifico della ricerca di procedure o metodiche assistenziali, forme di consultazione, organizzazione interdisciplinare dell’attività diagnostica, terapeutica e riabilitativa. Il dibattito è altresì aperto sul piano organizzativo in una realtà nella quale si sono sviluppate competenze professionali, istituzionali, del passaggio delle persone in diverse strutture al manifestarsi di differenti eventi.

I sistemi di offerta di singoli “professionisti” della salute, di strutture giuridiche e fisiche, le scelte e gli sviluppi strategici, le modalità di finanziamento, i sistemi di programmazione degli obiettivi e quelli di monitoraggio, controllo e valutazione dei risultati si sono orientati, negli ultimi decenni, sull’introduzione di logiche, strumenti, metodi, tecniche per migliorare l’appropriatezza, la qualità delle prestazioni, la soddisfazione reale o percepita dei pazienti, la produttività, l’efficienza, la riduzione dei costi a parità di efficacia assistenziale e di qualità con riferimento ai singoli eventi, fasi, strutture di ricovero. Si è così sviluppato un sistema di offerta nel quale, anche nei casi di eccellenza e di elevata funzionalità e razionalità, si perseguono “ottimi parziali” che, tuttavia, non garantiscono “l’ottimo complessivo” per il paziente sul piano assistenziale e per il sistema, sul piano economico.

Anche nel campo della tutela della salute si è posta una riflessione sull’esigenza di affrontare l’organizzazione della struttura di offerta recuperando in termini concettuali ma, soprattutto, concreti e operativi, l’impostazione della continuità assistenziale. Si tratta di una condizione indispensabile per garantire in futuro la sostenibilità operativa ed economica dei sistemi di tutela della salute.

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