Il tuo browser è molto datato. Per la corretta visualizzazione di questo sito e la sicurezza del tuo computer passa ad un browser più recente.
Ad esempio puoi scegliere tra i seguenti browser grauiti: Google Chrome, Mozilla Firefox.

Studi e Ricerche

novembre 2012 - giugno 2013

Progetto Speciale "La dimensione ideale dell'azienda tra economie di scala, logiche di governo e corporate identity"

Area Tematica: Efficienza gestionale
Presentazione
Obiettivi
Partecipanti

Presentazione

L’evoluzione del SSN ha prodotto nel tempo fenomeni di differenziazione istituzionale (enti di area vasta, aziende territoriali, aziende ospedaliere, IRCCS). In un quadro di sempre più diffusi e frequenti riassetti regionali che vedono al centro il tema di quali aziende e per quali missioni, si pone la specifica questione delle dimensioni aziendali. Non si tratta di stabilire per ogni tipologia di Azienda dimensioni astrattamente ottimali, ma di comprendere, anche sulla base delle esperienze fin qui accumulate, come sia possibile contemperare in un unico disegno tre esigenze diverse:

  • la razionalità tecnica, che deve caratterizzare l’organizzazione dei processi produttivi e che deriva dalle sequenze operative necessarie per realizzare i singoli prodotti o servizi;
  • la razionalità aziendale, che trova la sua origine nella constatazione che i processi produttivi non sono isolati gli uni dagli altri, ma risultano variamente intrecciati gli uni agli altri nel perseguimento di finalità unitarie, per cui la razionalità complessiva del sistema aziendale non è la semplice sommatoria delle razionalità dei singoli processi;
  • la razionalità politico istituzionale, intesa come la capacità di un sistema pubblico di garantire una adeguata espressione e rappresentanza ai diversi interessi, che devono essere soddisfatti dall’azione delle aziende pubbliche.

È su queste premesse che la Federazione ha organizzato una Consensus Conference (Napoli, 9 novembre 2012) interna al mondo delle Aziende per dibattere il tema delle dimensioni e dei confini delle aziende sanitarie pubbliche, spesso trascurato, ma rilevante per le forti ripercussioni sugli assetti istituzionali dei sistemi sanitari e sul funzionamento delle stesse aziende. Obiettivo della giornata è stato quello di comprendere, sulla base delle esperienze accumulate, come fosse possibile contemperare le tre suddette esigenze di razionalità.

Dalle esperienze presentate in quella sede e dal dibattito che ne è scaturito sono emerse alcune condizioni da tenere in considerazione e indicazioni operative che potranno aiutare tutti i soggetti coinvolti a contribuire positivamente alle difficili scelte che aspettano le Regioni nel futuro prossimo.

I dati degli accorpamenti degli ultimi quindici anni ci dicono che si è passati dall'eccesso delle 659 vecchie Usl alle 228 Asl del 1995, ridottesi a 146 nel 2011; le aziende ospedaliere erano 97 nel 2001 e si sono ridotte a 81 nel 2011. Probabilmente la realtà è che non esiste una dimensione ideale dell'azienda, che deve invece sapersi coordinare con i territori, con le comunità mediche, con le esigenze cliniche, con i bisogni dei pazienti e dei territori.

In un Paese che ha adottato modelli sanitari diversi, non è percorribile l’idea di perseguire un modello unico di azienda.

Le aziende possono gestire questa variegata e mutevole realtà ricorrendo alla professionalità del management e del mondo professionale a loro disposizione, la cui qualità oggi permette, seppur diversamente da territorio a territorio e da azienda a azienda, di reagire con estremo dinamismo ed efficacia alla riorganizzazione e al cambiamento. Sono risultati che al nostro SSN vengono riconosciuti a livello planetario.

La sanità italiana pubblica ha, tra le sue fila, risorse manageriali (persone, culture prevalenti e strumenti) su cui si potrà far conto per gestire la complessità e le innovazioni realizzate sul campo per migliorare qualità ed efficienza dell’assistenza ai cittadini. Molte di queste esperienze cambiano la natura stessa delle relazioni interaziendali come può avvenire nel caso dei percorsi diagnostici terapeutici assistenziali, reti cliniche, assistenza domiciliare etc.

Ciò che più preme, come emerso tra gli addetti ai lavori coinvolti da FIASO nella Consensus Conference di Napoli, è l’esigenza che i concreti meccanismi di funzionamento delle aziende non siano influenzati da modelli astratti, bensì che, sulla base di evidenze empiriche ed esperienze sul campo – come quelle che FIASO può mettere a disposizione dei decisori pubblici – sia possibile trovare un equilibrio tra le imprescindibili esigenze di contenimento dei costi e gli assetti istituzionali che si rendono, e si renderanno, necessari nel pieno rispetto di una complessiva logica di governo del sistema che privilegi ciò che funziona davvero.

Obiettivi

  • disaminare e confrontare le diverse possibilità di ‘dimensione’ delle aziende sanitarie
  • comprendere la razionalità tecnica caratterizzante l’organizzazione dei singoli processi produttivi aziendali
  • analizzare la razionalità del sistema aziendale nel suo complesso e non come semplice sommatoria della razionalità di singoli processi
  • approfondire la razionalità politico istituzionale orientata a garantire la rappresentanza dei diversi interessi che devono essere soddisfatti dall’azione delle aziende pubbliche
  • a partire dal dibattito interno, elaborare un documento di consenso/position FIASO che contribuisca positivamente alle difficili scelte che aspettano le Regioni nel futuro

Partecipanti

COORDINAMENTO

Nicola Pinelli
Direttore
Fiaso

CENTRO DI RICERCA

Mario Del Vecchio
Professore associato
CUSAS Università di Firenze

condividi Facebook share

Pubblicazioni

Privacy Policy | Condizioni d'uso

CC 2018 Fiaso. Alcuni diritti riservati.

CC 2014 Fiaso. Alcuni diritti riservati.