Esercizio fisico come prevenzione e terapia: il contributo di Fiaso sulle audizioni dei DDL n. 287 e n. 1231

Nel corso delle audizioni presso la X Commissione del Senato della Repubblica, dedicate all’esame dei disegni di legge n. 287 e n. 1231 – “Esercizio fisico come forma di prevenzione e terapia”, Fiaso ha portato il punto di vista delle aziende sanitarie pubbliche e delle numerose esperienze già attive nei territori.
All’audizione hanno partecipato Paolo Petralia, vicepresidente vicario di Fiaso, e Nicola Pinelli, direttore della Federazione.

L’esercizio fisico rappresenta oggi uno dei principali punti di incontro tra salute pubblica, sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e qualità percepita nella presa in carico delle persone. Le evidenze scientifiche confermano infatti che l’attività fisica migliora la capacità funzionale, la qualità della vita e gli esiti clinici, contribuendo alla riduzione dei ricoveri e della spesa sanitaria e favorendo inclusione e benessere psicosociale, in particolare per le persone con polipatologie croniche e con disabilità.

Da oltre dieci anni Fiaso promuove politiche sui corretti stili di vita attraverso il Laboratorio “Comunicazione e promozione della salute”, sostenendo anche alcune delle prime sperimentazioni sull’attività fisica come strumento terapeutico. Questo patrimonio di esperienze trova oggi riscontro in numerose realtà regionali e aziendali, dal Veneto alla Toscana, dall’Emilia-Romagna alla Sicilia, fino alle iniziative sviluppate in Lombardia, Lazio e Puglia, dove l’esercizio fisico è sempre più integrato nei percorsi di prevenzione e gestione della cronicità.

Nel corso delle audizioni, Fiaso ha espresso piena condivisione degli obiettivi dei disegni di legge n. 287 e n. 1231, finalizzati a introdurre in modo sistematico l’esercizio fisico come strumento di promozione della salute e prevenzione, terapia e riabilitazione all’interno del Servizio sanitario nazionale, riconoscendone il valore evidence based nel contrasto alle principali patologie cronico-degenerative a tutte le età.

Centrale, in questo quadro, è la previsione dell’inserimento della prescrizione dell’attività fisica nei Livelli essenziali di assistenza e il ruolo dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, all’interno di modelli di presa in carico multidisciplinari, e al tempo stesso la sua sostenibilità in termini di adeguato finanziamento e partecipazione.

Fiaso ha inoltre sottolineato la necessità di valorizzare le esperienze già esistenti nei territori, evitando sovrapposizioni tra forme tipicamente “laiche” e forme sanitarie e promuovendo una chiara integrazione tra competenze professionali nel rispetto delle specificità di ognuna, richiamando al contempo l’attenzione sui profili di equità di accesso, uniformità e sostenibilità delle misure previste.

In conclusione, condividendo lo spirito dei provvedimenti , Fiaso ha proposto di affiancare ad essi l’avvio di una sperimentazione nazionale che, partendo dalle pratiche già consolidate, consenta di superare le difformità territoriali e di armonizzare i modelli organizzativi, traducendo l’evidenza scientifica in diritti di cittadinanza sanitaria e rafforzando il ruolo del territorio nella prevenzione e nella gestione delle patologie croniche.

Questo articolo è stato pubblicato in Notizie, Press room