Quintavalle: “Case della Comunità e servizi territoriali centrali per proteggere i fragili e alleggerire i pronto soccorso”
Roma, 15 luglio 2026 – Con il Paese nel pieno della terza ondata di calore dell’estate, da Sud a Nord le Aziende sanitarie e ospedaliere sono in prima linea, con migliaia di interventi ogni giorno per rispondere alle richieste dei cittadini. Un impegno che coinvolge ospedali, Distretti e Case della Comunità e punta sulla prevenzione, sull’informazione e sulla tutela delle persone più vulnerabili.
Le ondate di calore non rappresentano più un fenomeno eccezionale al quale rispondere soltanto in termini emergenziali, ma una condizione strutturale che si ripresenta ogni estate. Il Servizio sanitario nazionale si è progressivamente riorganizzato per affrontarla, integrando nella propria attività ordinaria prevenzione, assistenza territoriale e gestione delle criticità.
“Il sistema sanitario è al lavoro e i cittadini non sono soli – sottolinea il presidente Fiaso, Giuseppe Quintavalle –. Le Case della Comunità e i servizi territoriali sono punti di riferimento sempre più vicini e riconoscibili, capaci di orientare le persone, intercettare precocemente le situazioni di rischio e contribuire a evitare accessi non necessari ai pronto soccorso. La priorità è proteggere le persone più fragili e intervenire prima che una difficoltà si trasformi in un’emergenza sanitaria”.
Particolare attenzione è rivolta agli anziani, soprattutto se soli, ai bambini, ai pazienti cronici, alle persone con disabilità e a chi vive in condizioni di fragilità sociale. La collaborazione tra ospedali, servizi territoriali, medici di medicina generale, Comuni e sistema sociale consente di intercettare tempestivamente i bisogni, offrire risposte appropriate e indirizzare i cittadini verso il servizio più adatto.
Nelle aree a maggiore afflusso turistico, sulla base delle caratteristiche e delle esigenze locali, le Aziende stanno inoltre attivando o rafforzando iniziative organizzative per affrontare eventuali criticità e garantire la continuità dell’assistenza.
La prevenzione e il dialogo con i cittadini restano decisivi: riconoscere i rischi, adottare comportamenti corretti e sapere a chi rivolgersi permette di tutelare la salute delle persone e sostenere la tenuta dei servizi.
La circolare e il decalogo “Proteggiamoci dal caldo 2026” del ministero della Salute restano un utile punto di riferimento per operatori e cittadini, insieme ai bollettini sulle ondate di calore e al numero di pubblica utilità 1500.
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