“La cybersicurezza non è più soltanto una questione informatica, ma una componente della sicurezza clinica. L’attacco informatico che ha colpito il sistema trasfusionale francese richiama tutte le aziende sanitarie alla massima attenzione e alla piena applicazione dei protocolli di sicurezza già previsti, con il coinvolgimento attivo dei responsabili della cybersicurezza aziendale. La direttiva europea NIS2, recepita in Italia con il decreto legislativo 138/2024, rafforza gli obblighi di prevenzione, gestione dei rischi e formazione del personale. La sicurezza digitale richiede una stretta collaborazione tra direzioni strategiche, responsabili della cybersicurezza e operatori sanitari”. È il messaggio del presidente Fiaso, Giuseppe Quintavalle.
“Il messaggio ai cittadini è di fiducia: nelle aziende sanitarie sono già operativi sistemi di controllo, allarme e procedure di intervento per prevenire e gestire eventuali criticità. Il nostro impegno è mantenerli efficienti e aggiornati, per tutelare i pazienti e garantire la continuità dell’assistenza anche nelle situazioni di emergenza”, sottolinea.
“Un esempio concreto sono le apparecchiature per la conservazione del sangue e degli emocomponenti, dotate di sistemi di monitoraggio e allarme delle temperature, che consentono di rilevare tempestivamente eventuali anomalie e attivare le misure necessarie a salvaguardare le scorte. In una sanità sempre più connessa, proteggere le infrastrutture digitali significa proteggere la sicurezza dei pazienti e la continuità delle cure”, conclude il presidente Fiaso.
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