Report Ospedali sentinella – 14 febbraio 2023

Report rilevazione ospedalizzati per COVID del 14/2/2023

La rilevazione N. 59 sui ricoverati per COVID-19 del 14/2/2023 include 18 nosocomi generalisti e quattro pediatrici.

I dati sono stati raccolti alle ore 8,00 del 14/2/2023 e sono relativi ai pazienti presenti sia nei reparti ordinari che nelle terapie intensive.

I pazienti ricoverati per COVID sono distinti dai pazienti ricoverati con COVID, con la seguente definizione operativa:

Ricoverati PER COVID = pazienti con infezione da SARS-COV-2 con segni clinici, laboratoristici e radiografici di interessamento delle basse vie aeree

Ricoverati CON COVID = pazienti con infezione accertata da SARS-COV-2, senza segni clinici, radiografici e laboratoristici di interessamento polmonare, il cui ricovero è determinato da altre patologie

Ricoverati totali adulti (età 18 e oltre) – 18 ospedali

Complessivamente i pazienti adulti ricoverati (PER COVID + CON COVID) sia in reparto ordinario che in terapia intensiva sono 310, diminuiti del 3,1% rispetto alla settimana precedente. La distribuzione è la seguente.

A1) Pazienti ricoverati PER COVID nei reparti di area medica, incluse le terapie sub intensive ed escluse le terapie intensive – 18 ospedali

Totale 92 (31,5% dei ricoverati in area COVID)

Femmine 32,6%       Maschi 67,4%

 % sul totaleEtà media pond.Comorbidità
Vaccinati87,0%72,588,7%
Non vaccinati13,0%70,791,7%

Vaccinati da più di 180 giorni 92,5%  

A2) Pazienti ricoverati CON COVID nei reparti di area medica, incluse le terapie sub intensive ed escluse le terapie intensive – 18 ospedali

Totale 200 (68,5% dei ricoverati in area COVID)

Femmine 46,0% Maschi 54,0%

 % sul totaleEtà media pond.
Vaccinati85,5%76,3
Non vaccinati14,5%73,1

Vaccinati da oltre 180 giorni 81,3%

B1) Pazienti ricoverati PER COVID in terapia intensiva – 18 ospedali    

Totale 10 (55,6% dei ricoverati in area TI COVID)

Femmine 7     Maschi 3

 % sul totaleEtà media pond.Comorbidità
Vaccinati7/1064,47/7
Non vaccinati3/10  73,03/3

Vaccinati da più di 180 giorni 7/7

B2) Pazienti ricoverati CON COVID in terapia intensiva – 18 ospedali

Totale 8 (44,4% dei ricoverati in area TI COVID)

Femmine 4 Maschi 4

 % sul totaleEtà media pond.
Vaccinati8/868,0
Non vaccinati0

Vaccinati da più di 180 giorni 6/8

Commento e Interpretazione dei dati

La discesa del totale dei ricoverati per infezione da SARS COV-2 rallenta (-3,1%), anche se questa settimana la decrescita dei ricoverati in ordinario PER COVID è abbastanza evidente (-13,2%), mentre i CON COVID sono stabili (un ricoverato in più). I ricoverati PER COVID sono solo il 31% dei ricoverati in ordinario con infezione da SARS COV-2.

In intensiva, dopo il brusco calo dei PER COVID della settimana scorsa, abbiamo una leggera ripresa (quattro pazienti in più). I CON COVID anche qui sono stabili (un paziente in meno).

In non vaccinati fra i ricoverati PER COVID in ordinario sono in media di due anni più giovani, nelle intensive invece cala molto l’età media dei vaccinati, nettamente più bassa dei non vaccinati, ma con numeri così ridotti i paragoni sulle età non hanno molto senso.

La percentuale di donne in ordinario scende ancora e si colloca intorno al 30%, nelle intensive troviamo di nuovo sette donne ricoverate PER COVID, dopo l’assenza totale della settimana passata.

La proporzione dei non vaccinati fra i ricoverati in ordinario alla rilevazione odierna scende ancora (13%) nelle intensive abbiamo 3 non vaccinati PER COVID su 10 ricoverati.

L’alta percentuale dei soggetti con comorbidità non è una novità, occorre notare che  nelle intensive siamo di nuovo al 100% sia fra i vaccinati che fra i non vaccinati.

La proporzione dei soggetti vaccinati da oltre sei mesi fra i PER COVID si alza notevolmente: oltre il 90% in ordinario e 100% nelle intensive.

Le indicazioni principali dell’attuale rilevazione possono essere così sintetizzate.

  1. La discesa del numero dei ricoverati con infezione da SARS COV-2 rallenta questa settimana, ma occorre osservare che i numeri si stanno riducendo molto e discese più rapide a questo punto significherebbero la sostanziale fine dell’epidemia. Non è ancora così, questa coda resterà ancora per un po’ di tempo, salvo cambiamenti in risalita dell’andamento.  Il calo netto dei PER COVID in ordinario è un buon segnale, mentre la stabilità sostanziale per il resto dei ricoverati dipende dalla suscettibilità ancora marcata delle persone fragili con comorbidità non vaccinate o vaccinate da troppo tempo. I piccoli rialzi sono effetto di oscillazioni casuali, frequenti quando la numerosità è ridotta.
  2. Vale quindi ancora l’indicazione di non trascurare le corrette tempistiche vaccinali specie per le persone affette da altre patologie che sono attualmente il bersaglio di gran lunga più esposto al virus. Occorre ricordare inoltre che i soggetti anziani e soprattutto quelli con patologie importanti in corso vanno protetti con misure di prevenzione primaria anche se vaccinati.
  3. Nelle classi di età pediatriche continua la stabilità con numeri molto ridotti. I ricoveri PER COVID riguardano esclusivamente i bambini molto piccoli, oggettivamente più suscettibili e verso cui sono più frequenti atteggiamenti di prudenza. Dopo diverse settimane di assenza di casi nelle intensive, osserviamo un ricovero PER COVID di un bambino con meno di sei mesi.

Non cambiano i punti principali già indicati nei precedenti report che sono:

  1.  Il minor burden a carico della popolazione femminile, e in particolare la costante differenza di proporzioni nelle intensive, depone per una minore suscettibilità delle donne verso le forme gravi, almeno nelle classi di età adulte.
  2. L’altissimo numero di comorbidi detta indicazioni molto precise: a) necessità di un’adeguata copertura vaccinale per i soggetti fragili, con la giusta tempistica, ivi inclusa la somministrazione della quarta dose e il recupero dei non vaccinati con fragilità b) necessità di predisporre interventi di prevenzione primaria per le persone con comorbidità che, pur se coperte da dosi adeguate di vaccino, possono andare incontro a quadri di COVID gravi.
  3. I dati attuali confermano che la protezione vaccinale è rispettivamente crescente verso: l’infezione, l’ospedalizzazione, la terapia intensiva, anche nei confronti delle nuove varianti. Le differenze rilevate fra vaccinati e non nei vari setting assistenziali lo dimostrano con chiarezza.
  4. L’età dei ricoverati è mediamente più alta fra i vaccinati.

C) Ricoveri pediatrici – 7 ospedali

Complessivamente sono 10 i pazienti sotto i 18 anni ricoverati PER o CON COVID, fra cui un ricoverato PER COVID in intensiva, non sono segnalati soggetti con MIS-C. Ci sono due ricoverati in più della scorsa rilevazione.  

I PER COVID in ordinario sono quattro, uno in meno della settimana passata. Due femmine e due maschi. Tutti i bambini sono della classe 0-4 anni, di questi due sono sotto i sei mesi.

Nessuno dei ricoverati presenta comorbidità rilevanti.

Non sono riportati casi di MIS-C.

I ricoverati pediatrici CON COVID sono cinque, due in più della settimana precedente. Due sono fra 0 e 4 anni, due fra i 5 e gli 11 anni e uno fra i 12 e i 18.

Un bambino sotto i sei mesi è ricoverato PER COVID in terapia intensiva. Non si segnalano casi in terapia intensiva CON COVID.

Anche questa settimana osserviamo casi molto ridotti e stabili.

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