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Pubblicazioni

Gennaio 2022

Community building: logiche e strumenti di management

Comunità, reti sociali e salute

Abstract:

Prefazione di Francesco Ripa di Meana

Nella oramai lunga storia delle aziende sanitarie esse sono state vissute quasi esclusivamente, nelle banalizzazioni dei media e di social network, come strutture esclusivamente produttrici di prestazioni, informate da logiche fordiste e   occupate esclusivamente a tagliare, per rendere compatibile la sopravvivenza del SSN alla ingravescente scarsità di risorse rispetto ai bisogni attraverso i tagli. In realtà il processo evolutivo della aziendalizzazione è stato ben più ricco e articolato e popolato di esperienze che vanno al di là della tenuta del sistema.

Da anni FIASO è impegnata nel rendere invece evidente che la tenuta del SSN, pur difficile specie a fronte della crisi economico finanziaria  dell’ultimo decennio, è stata ottenuta non tanto  attraverso un semplice taglio lineare  di servizi (e costi conseguenti) ma attraverso un processo di riorganizzazione continuo informato dall’obiettivo di “fare meglio con meno”: ne sono esempio la riduzione dei letti che è stata perseguita privilegiando le strutture che garantivano maggiore standard di qualità e sicurezza, o il governo dei consumi improntato a logiche di appropriatezza e razionalità allocativa a partire dagli stessi percorsi diagnostico terapeutici.

A questo proposito le aziende hanno lavorato su due fronti: quello interno offrendo percorsi di presa in carico specie della cronicità ‘patient oriented’ che hanno dimostrato una maggiore efficacia e efficienza allocativa, e sul fronte esterno ricercando una maggiore integrazione con il settore sociale e sociosanitario governato insieme agli enti locali, che ha visto la partecipazione del non profit prevalentemente come un prestatore di servizi. Le esperienze delle Case della Salute hanno rappresentato, in alcuni casi un avanzamento nei progetti di integrazione con evidenti limiti specie quando si sono limitate a diventare luoghi di pura giustapposizione di servizi esistenti. È emersa impellente la necessità di dotarsi di strumenti manageriali di contrasto alla dis-equità di accesso e di costruire nuove alleanze con tutti i soggetti presenti sul territorio portatori di soluzioni costruite sulla pratica esperienziale dello stesso cittadino bisognoso e della sua rete sociale di riferimento.

È emersa quindi la necessità di coinvolgimento del microcosmo di residenza del paziente, attraverso un approccio olistico che allargasse la presa in carico a tutti gli aspetti della vita sociale, economica e di relazione, mettendo in sinergia le risorse della persona, della famiglia anche allargata e delle reti sociale con cui possono interagire.

È da questo percorso evolutivo che nasce l’interesse del management all’approccio del community building, inteso come interazione con risorse della comunità presenti nel territorio di vita dei cittadini, portatrici di forza creativa frutto di esperienze innovative che obbligano l’istituzione a uscire dal mero approccio prestazionale, inadeguato in senso quali-quantitativo all’evoluzione dei bisogni.

La testimonianza dell’esistenza di una ampia collettanea di esperienze fattuali di promozione di questa interazione è risultata evidente all’interno di un laboratorio a cui numerosi iscritti a FIASO hanno partecipato insieme ad attori del tessuto sociale dei vari territori, che ha fatto emergere la ricchezza di contenuti innovativi proposti da questo approccio e la potenzialità in termini di benchmarking e diffusione a altri territori.

Questo libro è prezioso proprio in quanto rappresenta un ulteriore tassello di questo percorso e permette di sistematizzare vari aspetti concettuali e operativi perché:

  • permette un approfondimento delle basi concettuali attraverso un confronto della letteratura nazionale e internazionale in merito alle iniziative di promozione della salute che coinvolgano la comunità, proponendo una tassonomia di riferimento
  • prospetta un confronto di questi concetti con le pratiche applicative sviluppatesi in Italia in questi decenni dentro e fuori le istituzioni sanitarie e sociosanitarie, che permetta una classificazione e sistematizzazione delle esperienze in base al livello di complessità e evoluzione delle stesse  
  • propone una cassetta degli attrezzi per allargare l’approccio manageriale, già reso sensibile sul tema della gestione delle disequità (equity management), alle nuove necessità proposte dal community building, a partire dall’analisi dei bisogni, passando  per la definizione condivisa delle strategie, definendo modelli di governance dei progetti necessariamente innovativi perché orientati dall’evoluzione dei bisogni di per sé complessi per la partecipazione di soggetti portatori di logiche e culture e esperienze così differenti  
  • pone come definitivamente centrale e sviluppa con proposte metodologiche il problema della misurazione dei risultati anche e specialmente in termini di cambiamento ottenuto.

FIASO fa proprio sia l’approccio del libro sia i suoi contenuti, che possono rappresentare un importante stimolo, non solo per il mondo delle aziende sanitarie pubbliche e degli enti locali che rappresentano, ma anche per il ricchissimo mondo del privato sociale permettendo alla interazione di questi soggetti il pieno dispiegamento delle capacità progettuali per affrontare con efficacia le nuove sfide poste dall’evoluzione dei bisogni personali e collettivi.

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