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Pubblicazioni

Luglio 2011

Logiche di governo del SSN

Risultati dal Laboratorio FIASO

Abstract:

In un tempo non lontano, porre il problema della sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale appariva atteggiamento quasi blasfemo. Oggi è percepito dal mondo della sanità come l’autentica sfida del presente e del prossimo futuro. Non compete, è ovvio, alle direzioni delle aziende sanitarie interloquire sulla definizione delle risorse disponibili o sulla estensione dei servizi che si devono rendere all’utenza: queste sono scelte esclusivamente politiche.

Alle aziende compete perseguire la “mission” per cui sono nate: una costante tensione all’efficienza, colonna portante della sostenibilità. Scopo di questa ricerca è di tornare alle origini dell’aziendalizzazione. Non per discutere di tecniche gestionali – che possiamo ritenere comunemente acquisite anche se non uniformemente utilizzate – ma per verificare se e quanto le logiche di governo del sistema siano coerenti con gli scopi e la natura delle aziende, siano praticate, dal centro alla periferia, con modalità conseguenti o almeno non confliggenti, e se siano in grado di indurre, ai vari livelli gestionali, atteggiamenti atti a perseguire i risultati ottimali di efficienza cui era finalizzata l’aziendalizzazione.

All’interno del mondo della sanità, attento al mutamento dei bisogni indotto dall’invecchiamento della popolazione e da una maggiore attenzione del singolo al proprio patrimonio di salute, il dibattito si è sviluppato, in questi anni, più sulle logiche di offerta (appropriatezza, dimensionamento, qualità) che su quelle di governo, date forse per scontate ma non sempre praticate.

L’ulteriore regionalizzazione ha acuito le differenze di qualità ed efficienza già accennate e, nel tentativo di governare gli effetti indesiderati del finanziamento prospettico e del quasi mercato, ha portato ad un neocentralismo regionale gestito con criteri non sempre esplicitati, talvolta imperscrutabili.

A ciò si aggiungano le difficoltà economiche del paese, le tensioni sui risultati finanziari, le drastiche misure adottate dal governo centrale per contenere l’incremento dei costi, i tagli “orizzontali” che ignorano l’efficienza e mortificano i migliori.

Sono venuti al pettine, in questi anni, anche nodi tecnici mai risolti. Le logiche divergenti fra la contabilità finanziaria, di stato e regioni, e quella economica delle aziende; la scarsa significatività dei bilanci aziendali dai quali non emerge, in modo immediatamente fruibile, un dato di efficienza; la sostanziale parametrazione del finanziamento delle aziende sulla spesa storica, a dispetto di ogni proclamata diversa intenzione.

Tutti questi elementi concorrono a formare un quadro di forte criticità, nel quale, problema dei problemi, le logiche di governo praticate appaiono non del tutto coerenti o, almeno, come tali sono percepite dall’interno delle aziende.

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