Gli Stati Generali sul diabete 2026 in corso al Cnel
«Il diabete conferma quanto sia importante rafforzare la capacità del sistema di garantire prevenzione, presa in carico e continuità assistenziale con risposte sempre più omogenee e vicine ai cittadini sui territori». Lo sottolinea Giuseppe Quintavalle, presidente Fiaso, in occasione degli Stati Generali sul diabete 2026 in corso al Cnel.
«In questo percorso le aziende sanitarie e ospedaliere del Servizio sanitario nazionale hanno un ruolo decisivo, perché è lì che la programmazione si traduce in organizzazione concreta dei servizi, integrazione tra competenze e risposte effettive ai bisogni dei cittadini», aggiunge.
«La risposta passa da una presa in carico complessiva e olistica che parte dal territorio e dall’adozione di nuovi modelli di prevenzione, con l’implementazione dei Percorsi Preventivi Diagnostico Terapeutici Assistenziali, fondamentali per intercettare precocemente il bisogno e accompagnare la persona lungo tutto il percorso di cura. In questo quadro è decisivo anche il lavoro sull’alimentazione, a partire dall’infanzia, e su tutti gli stili di vita correlati, dall’attività fisica al contrasto della sedentarietà e dell’obesità, coinvolgendo famiglie, scuola, medici di medicina generale, pediatri, specialisti e servizi territoriali», prosegue Quintavalle.
«La telemedicina sta già dando un contributo importante, soprattutto nelle aree più fragili, e va ulteriormente rafforzata dentro percorsi assistenziali strutturati. Anche gli strumenti messi a disposizione dal Pnrr possono accompagnare questo processo. In questa prospettiva sono centrali anche l’anamnesi familiare e il monitoraggio dei fattori ereditari, perché individuare precocemente i profili di rischio consente di intervenire prima e meglio. La bussola resta quella dell’appropriatezza, perché è così che possiamo rendere il Ssn più vicino alle persone, più equo e più capace di rispondere ai nuovi bisogni di salute», conclude.
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