Fiaso Run, a Udine le aziende sanitarie in corsa per la prevenzione

Un confronto sulla salute pubblica, un Villaggio della Salute e dello Sport aperto ai cittadini e una corsa per gli operatori sanitari. Debutta a Udine Fiaso Run – Una corsa per la salute, il nuovo format nazionale di Fiaso che porta la prevenzione tra le persone e riunisce istituzioni, aziende sanitarie, comunità scientifica, associazioni e mondo dello sport. Al centro, la promozione della salute, la prevenzione e i corretti stili di vita. Il modello, pensato per coinvolgere progressivamente nuovi territori, nel 2027 farà tappa a Monza con l’IRCCS San Gerardo.

La prima edizione si è aperta con il convegno “Attività fisica e salute, è ora di muoversi!”, nella Sala Ajace di Palazzo d’Aronco, con Ministero della Salute, Istituto superiore di sanità, Agenas, Regione Friuli-Venezia Giulia, aziende sanitarie, comunità scientifica e associazioni.
Ad aprire i lavori il messaggio del Ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ha sottolineato la necessità di fare in modo che “le indicazioni della programmazione sanitaria si traducano sempre più in opportunità concrete per i cittadini”, attraverso iniziative capaci di coinvolgere i territori e avvicinare la prevenzione alle persone. Il Ministro ha indicato nell’attività fisica una delle leve più importanti per favorire stili di vita salutari e contrastare i fattori di rischio delle patologie croniche.
“Con Fiaso Run abbiamo aperto la strada a un format nuovo, che interpreta in modo concreto il ruolo delle aziende sanitarie nella promozione della salute – ha sottolineato Giuseppe Quintavalle, presidente Fiaso –. Le aziende non sono soltanto luoghi di cura: devono aprirsi al territorio, incontrare le persone, ascoltarne i bisogni e costruire salute insieme alle comunità.

Non a caso siamo partiti da Udine e dal Friuli Venezia Giulia, un territorio che registra ottimi indicatori sull’attività fisica e sugli stili di vita. Oggi abbiamo visto bambini, anziani, famiglie, persone con i loro cani condividere gli stessi spazi, senza barriere e senza differenze. È un’immagine semplice ma potente: lo sport e il movimento promuovono prevenzione e corretti stili di vita, ma anche relazioni, inclusione e benessere. Prendersi cura della salute significa occuparsi della persona nella sua interezza, anche delle fragilità e delle solitudini, rafforzando il legame tra servizi sanitari, territorio, associazioni e cittadini. Ringrazio i ministri Andrea Abodi e Orazio Schillaci, il direttore generale di Agenas Angelo Tanese, l’Istituto superiore di sanità, il collega Paolo Bordon e l’Associazione Maratonina Udinese, gli assessori Riccardi e Giacomello, e due leggende dello sport italiano come Manuela Di Centa e Venanzio Ortis, che hanno condiviso e sostenuto lo spirito di questa iniziativa. Udine è il punto di partenza di un percorso che vogliamo far crescere e mettere in rete: nel 2027 il testimone passerà a Monza, con l’IRCCS San Gerardo, per coinvolgere nuove aziende e nuovi territori”.

A fotografare il rapporto degli italiani con l’attività fisica sono stati i dati della sorveglianza PASSI, illustrati da Giovanni Capelli, direttore del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità: “La fotografia che emerge dai dati di sorveglianza Passi sull’attività fisica negli ultimi anni in Italia descrive una situazione con ampi margini di miglioramento. Nel 2023-2024 ad esempio la quota di italiani che fanno attività fisica regolarmente risulta leggermente in crescita rispetto al biennio precedente, ma le percentuali rimangono basse, al 50% per gli adulti e al 42% per gli over 65. In leggero calo i ‘sedentari’, che negli adulti passano al 27% dal 31% della rilevazione 2020-2021, mentre tra gli anziani sono il 37% mentre erano il 42% nel 2020-2021. Ben vengano quindi iniziative come questa, che mettono l’accento sull’importanza che ha l’attività fisica per la prevenzione di patologie che hanno un forte impatto non solo sui pazienti ma anche sul Servizio Sanitario Nazionale. Quello del Friuli Venezia Giulia – aggiunge Capelli – è peraltro un territorio che è molto adatto a fare da capofila: la regione ha infatti cifre molto migliori della media nazionale, con il 72,3% della popolazione che è attiva secondo i parametri dell’Oms e appena l’8% di sedentari”.

Un’altra leva di promozione della salute è la comunicazione: “La prevenzione – ha dichiarato Giovanni Migliore, Direttore generale della Comunicazione del Ministero della Salute – non deve essere soltanto raccontata, deve essere vissuta. La sfida della comunicazione pubblica è trasformare l’informazione in consapevolezza e la consapevolezza in partecipazione. Per farlo dobbiamo partire dalle evidenze scientifiche, lavorare insieme alle società scientifiche e ai professionisti e utilizzare anche le nuove tecnologie per avvicinare il Servizio sanitario nazionale alle persone. È questa la direzione nella quale stiamo lavorando con il nuovo progetto ‘VITA’: mettere l’intelligenza artificiale al servizio delle evidenze e rendere informazioni affidabili e validate sempre più accessibili ai cittadini. Perché innovare la comunicazione significa, prima di tutto, costruire fiducia”.

Fiaso Run nasce dalla collaborazione con l’Associazione Maratonina Udinese, presieduta da Paolo Bordon: “Sono particolarmente lieto non solo come presidente dell’associazione, ma anche come operatore sanitario che Fiaso abbia sposato fin da subito la nostra proposta di coorganizzare il 1° Campionato Italiano di Mezza Maratona ,un vanto per la nostra lunga storia organizzativa in questa disciplina sportiva e l’orgoglio per dedicare una giornata di festa in onore degli operatori sanitari”.

“Accolgo con favore e gratitudine l’iniziativa di Fiaso, che ha scelto Udine e il Friuli Venezia Giulia riconoscendo e premiando gli ottimi indicatori di salute della nostra popolazione frutto di politiche utili per raggiungere risultati che comunque dobbiamo ancora migliorare”, così l’assessore regionale alla Salute e Politiche sociali, Riccardo Riccardi. “Continueremo a sostenere con convinzione questo percorso per rendere la prevenzione e la promozione della salute una vera e propria svolta culturale all’interno del sistema organizzativo. È un impegno che dobbiamo portare avanti in stretta collaborazione con i professionisti e le istituzioni, vedendo in prima fila le aziende sanitarie e ospedaliere. Le prime a dover trasformarsi per rispondere in modo coerente all’evoluzione dei bisogni dei cittadini”, ha aggiunto Riccardi.

Al confronto hanno partecipato anche i campioni Manuela Di Centa e Venanzio Ortis.
“Lo sport genera benessere, ma soprattutto insegna a prendersi cura di sé nel tempo. Non serve essere campioni: muoversi ogni giorno è una scelta alla portata di tutti e può diventare parte naturale della nostra vita”, ha spiegato Di Centa.
“Per un atleta il tempo è una misura della prestazione. Per la salute conta invece la continuità: cominciare a muoversi e continuare a farlo, a ogni età. È questo il traguardo più importante”, ha aggiunto Ortis.
Spazio anche ad associazioni e testimonial con esperienze legate all’oncologia, alla salute mentale, alla disabilità e al Parkinson, con il punto di vista di chi vive la malattia e i percorsi di cura.
Il Villaggio della Salute e dello Sport, con il messaggio “La prevenzione arriva in città”, aperto in piazza Matteotti sabato e domenica, porta la prevenzione tra cittadini e famiglie. I professionisti dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale sono impegnati nell’informazione e nella valutazione dei fattori di rischio, anche cardiovascolare. Presenti anche Andos Udine, Associazione Donatori Sangue Udine, Croce Rossa Italiana – Comitato di Udine e Associazione Fenice, attiva nell’ambito dei disturbi alimentari.

Domenica saranno gli operatori sanitari a mettersi letteralmente in corsa. Nell’ambito della 26ª Maratonina Internazionale Città di Udine, gli iscritti a Fiaso Run correranno la Mezza Maratona sullo stesso percorso degli altri partecipanti, concorrendo alla classifica del 1° Campionato nazionale di Mezza Maratona degli operatori sanitari. Saranno premiati i primi tre uomini e le prime tre donne.

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