In ricordo di Barbara Capovani

Quintavalle: “Non lasciamo soli i nostri professionisti, ogni ferita è una ferita al sistema”

“Sono passati tre anni da quel giorno a Pisa, ma la perdita della psichiatra Barbara Capovani resta una ferita aperta nel cuore della comunità sanitaria. Oggi, come Fiaso e come colleghi, vogliamo stringerci attorno alla sua famiglia e ai suoi cari in un abbraccio che è simbolo di memoria e promessa di impegno al tempo stesso”, così in una nota il presidente della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), Giuseppe Quintavalle.
“Dietro ogni camice, ogni divisa, ogni turno in corsia, c’è una persona che mette la propria vita al servizio di quella degli altri e la dedizione non può tradursi in sacrificio. Quando un operatore subisce violenza, non possiamo più permetterci di minimizzare. Ogni richiesta d’aiuto, ogni segnale di disagio deve trovare ascolto immediato. Come aziende sanitarie, abbiamo il dovere morale di garantire che nessuno si senta mai solo dopo un’aggressione: la tutela legale e psicologica deve essere un diritto certo, non un’opzione. Dobbiamo agire sulle radici della violenza con una formazione che aiuti a gestire il conflitto, ma anche con misure organizzative che rendano i luoghi di cura spazi sicuri e sereni. Investire sulla sicurezza dei nostri operatori significa, in ultima analisi, difendere la qualità del Servizio sanitario nazionale. Proteggere chi cura è l’unico modo per garantire cure migliori a tutti i cittadini”, conclude il presidente Fiaso, Giuseppe Quintavalle

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