Organizzazione, appropriatezza, innovazione e condivisione delle esperienze per migliorare i servizi e dare risposte concrete ai bisogni di salute dei cittadini. È il filo conduttore della prima giornata di MED Salute – “Economia e Salute. La sfida della sostenibilità nel Mezzogiorno”, che riunisce in Calabria Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia insieme a istituzioni, aziende sanitarie, professionisti e comunità scientifica.
Per Fiaso, Medsalute è la prima tappa di un percorso che parte dal Mezzogiorno per mettere a sistema esperienze e buone pratiche, individuare soluzioni trasferibili e costruire proposte da sottoporre alle istituzioni.
Alla prima giornata sono intervenuti, tra gli altri, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in collegamento, poi il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e il presidente Fiaso, Giuseppe Quintavalle.
“Oggi la vera sfida è far sì che infrastrutture tecnologiche e risorse diventino servizi che producono risultati tangibili per la salute. Ed è qui che il confronto con i territori diventa decisivo – ha evidenziato Orazio Schillaci -. Il Ministero definisce la cornice, gli obiettivi e gli standard nazionali e mette a disposizione strumenti e risorse, ma sono i territori, con le Regioni, le aziende sanitarie e i professionisti, a trasformare questa cornice in assistenza concreta. La capacità di ascolto, il confronto e il dialogo sono fondamentali. Per questo considero particolarmente importante il lavoro promosso da Fiaso e dal presidente Quintavalle, per valorizzare ciò che già funziona e individuare soluzioni concrete, trasferibili e misurabili”.
In Calabria la sfida della sostenibilità si intreccia con la riorganizzazione del sistema sanitario dopo diciassette anni di commissariamento. “Diciassette anni di commissariamento hanno prodotto un sistema frammentato, con aziende trasformate in monadi e una sanità priva di un governo unitario. Abbiamo trovato una situazione disastrosa, con bilanci che non venivano chiusi da dodici anni. Oggi abbiamo bilanci certificati, Azienda Zero e una squadra che sta provando, con grande difficoltà, a riformare il sistema – ha spiegato Roberto Occhiuto -. Servono più risorse perché sono aumentati i bisogni di salute: la popolazione invecchia, crescono le cronicità e le nuove dipendenze. Ma non basta immettere nuova benzina in un motore che non gira bene. Occorre avere il coraggio di riformare ciò che non funziona”.
Sul rapporto tra risorse, organizzazione e appropriatezza si concentra il contributo di Fiaso. “Partiamo dal Mezzogiorno per mettere in rete esperienze e buone pratiche e individuare soluzioni concrete per migliorare i servizi – ha sottolineato il presidente Fiaso, Giuseppe Quintavalle -. Il problema della sanità, sulla base della mia esperienza, non è soltanto economico, ma soprattutto organizzativo. Se interveniamo sulle aree di inappropriatezza, possiamo recuperare risorse e creare nuove opportunità. Le liste d’attesa non possono essere soltanto misurate: devono essere governate. Dobbiamo intercettare i bisogni e accompagnare il cittadino verso il luogo di cura più appropriato. Dai tavoli nascerà un documento Fiaso con proposte operative e migliori pratiche da sottoporre ai presidenti delle Regioni. Il percorso proseguirà nel Centro e nel Nord del Paese, fino a una giornata nazionale di sintesi. Vogliamo portare alle istituzioni una proposta costruita partendo dall’esperienza concreta di chi governa quotidianamente aziende sanitarie e ospedali”.
La due giorni prosegue sui principali nodi dell’organizzazione sanitaria: medicina di prossimità, liste d’attesa e appropriatezza, innovazione digitale e intelligenza artificiale, reti clinico-assistenziali, politica del farmaco, prevenzione e salute mentale.
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