Nel giorno della memoria delle vittime del Covid, la Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) rende omaggio a tutte le persone che hanno perso la vita a causa della pandemia ed esprime vicinanza alle loro famiglie.
“A sei anni di distanza, oggi ricordiamo una tragedia che ha segnato profondamente l’Italia e che resta impressa nelle immagini simbolo di quei giorni, come la fila dei camion militari a Bergamo, ma che ha anche mostrato la forza, il coraggio e il senso del dovere della sanità pubblica”, dichiara il presidente di Fiaso, Giuseppe Quintavalle.
“Nel ricordo delle vittime, il 18 marzo sia il giorno dell’unità e della riconoscenza. Un giorno in cui il Paese si ritrova per non dimenticare e per rendere omaggio a chi, nei mesi più duri dell’emergenza, ha continuato a esserci”.
“Il nostro pensiero va innanzitutto a medici, infermieri, operatori sociosanitari, tecnici, personale dell’emergenza, amministrativi e a tutte le donne e gli uomini che, negli ospedali, nei servizi territoriali e nelle aziende sanitarie, hanno continuato a curare, assistere e garantire i servizi, anche quando della malattia si sapeva ancora poco e non c’erano vaccini. A loro, e con loro a tutto il Servizio sanitario nazionale e all’intero sistema sanitario, va oggi la nostra riconoscenza per la dedizione, il coraggio e il senso di responsabilità dimostrati nei mesi più duri della pandemia”, aggiunge Quintavalle. “E va in modo particolare agli operatori sanitari che hanno perso la vita nello svolgimento del proprio lavoro, pagando il prezzo più alto del loro impegno al servizio degli altri”.
“Ricordare oggi significa riconoscere quell’abnegazione e farne un patrimonio condiviso della collettività. A chi non c’è più, e a chi ha servito le comunità nei territori e negli ospedali pubblici, dobbiamo gratitudine, memoria e il dovere di custodire il valore della sanità pubblica”, conclude.
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